14.33.

Tiziano Scarpa



Per difendersi dalle interpretazioni allegoriche, per tenere a bada assoluto e metafisica, mettere sempre nomi e cognomi, indirizzi, date di nascita, numeri di telefono e codice fiscale delle persone di cui si parla in una poesia, esibire le coordinate identitarie del tu che si invoca. Il problema è che le poesie sono vanitose, hanno un debole per l’assoluto, ambiscono sempre ad almeno un po’ di universalità; così si tengono nel vago per essere riferibili a un numero di situazioni più ampio di quella che descrivono: la condizione generale, l’epoca storica, l’essere mortali… Scritto da Tiziano Scarpa, alle 14.33 dell’8 ottobre 2007, mangiando un’insalata di carote e tonno.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 14 ottobre 2007