Tu.

Tiziano Scarpa



Comprata una raccolta di poesie di una persona che è stata mollata da un’altra. Conosco sia lui che lei, abitano nella mia città. Voluttà da pettegolezzo nello sfogliare il libro alla ricerca dei versi che parlano della loro relazione. Per una volta posso visualizzare, mentre leggo, chi dice io e il tu a cui si rivolge. Il sempiterno tu della poesia finalmente ha un volto, è una persona a me nota! Il tu delle poesie e delle canzoni è talmente onnipervasivo e indeterminato da sconfinare nel religioso. Non è che siamo entrati in intimità con Dio: al contrario, a forza di invocare tu ne abbiamo fatto un Dio, abbiamo divinizzato la relazione diretta. Questo tu è sempre ambivalente, è sia amante che Dio (dopo Origene, nel Cantico dei cantici le due figure coincidono, amante e Dio stanno dentro lo stesso tu). La cura: considerare le poesie come puri scritti disincarnati; leggere i versi d’amore come sofferenza delle parole stesse, abbandonate (da chi?) o ustionate di desiderio (per chi?).








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 14 ottobre 2007