Il balzo feroce del nulla umano

Irene Campari, Giovanni Giovannetti



A volte tornano, e sono tornati. I criminali perbene - nazi tosti, duri e impuri pronti a tutto - hanno nuovamente cinto d’assedio cascina Gandina di Pieve Porto Morone, lanciato insulti, petardi e bombe carta. Saranno stati 150, a lottare contro 10 bambini, 4 donne e 4 uomini (uno, disabile, è su una carrozzina), rimasti muti ad assistere all’oscena rappresentazione. E’ giusto che sappiate ciò che si è vissuto ieri sera ai Casoni. Ieri sera si è tenuta la manifestazione di Forza Nuova. Doveva essere una fiaccolata dalla chiesa alla piazzetta antistante il centro di accoglienza. C’erano anche le fiaccole. Ma soprattutto c’erano molti manifestanti. Tanti militanti di Forza Nuova e tanti gli abitanti del posto, o di non si sa bene dove. Prima dell’intervento di Diego di Sopra, esponente pavese di FN, molti manifestanti, prevalentemente non militanti di quella formazione, hanno circondato il centro urlando slogan che solo a fatica riportiamo. Il senso di nausea è ancora quello che abbiamo provato ieri sera. Forza nuova gridava slogan all’indirizzo dei Rom; gli altri contro di noi, in particolare contro Irene. C’è stata molta personalizzazione, rispetto a quanto è avvenuto in occasione della prima manifestazione. E più violenza. Prevedibile. Quando da questo blog è stato lanciato l’appello affinché i Rom fossero spostati immediatamente da Pieve, era già prevedibile, sia quella violenza sia quel balzo feroce di aggressività. Che rischia di non contenersi più.
Le donne che si espongono per i Rom non possono che essere puttane "Campari puttana, 5 € per una marchetta ti vanno bene"?; "Campari di merda, stronza buffona". Una voce femminile ha urlato "quanti te ne fai?"; "questa volta vai a casa alle 4 del mattino"; e in sottofondo la voce di qualcuno che tra l’erba sta organizzando di non lasciarci andar via da lì, e si prendono il tempo di scegliersi lo slogan più adatto. A Giovanni urlavano "vergogna", "vieni qui se hai il coraggio", in stile machista da estrema periferia. La donna puttana, l’uomo codardo. Sono andati avanti così anche durante il comizio di Di Sopra. Agghiacciante, in generale. In particolare quando si è lasciato andare con fare esausto a: "cosa aspettano? che si mettano le bombe"? "la Campari vuol mandare i bambini Rom a scuola insieme ai nostri figli; e no! i nostri figli sono diversi, buoni, hanno genitori per bene", e la folla:"Campari puttanaaaaa".
Ci scusiamo, perché dobbiamo scrivere di noi, ma il tenore della manifestazione è stato anche quello.
Non ci sono più i fascisti di una volta, quelli del petto in fuori e pancetta in dentro, che almeno avevano il senso dell’onore e cioè il mito dell’eroe senza macchia e – i più incalliti guerrafondai – il mito dell’uomo forte solo contro tutti. Questiqui sono dell’altra sponda, tutti contro uno, sono gli eroi per un giorno (meglio dire notte), invasati che scappano se arriva l’auto della polizia ma che in branco aggrediscono a calci l’auto di Irene Campari in transito. Sono venuti a vomitare slogan da istigazione a delinquere e a macchiare la bandiera tricolore con l’alito pesante del disonore, gente venuta a mestare nel torbido e che tuttavia, politicamente, incassa un bottino (nel senso di giusio; i pavesi intendono) non indifferente: erano quattro pirla e sono diventati otto; sono ignoranti ma non sono incapaci, ed hanno sfruttato al meglio la rendita di posizione concessa loro dalla sinistra pavese codarda del quartiere di San Pietro, da dove sono partiti i Rom, che non si è assunta la responsabilità civile di gestire l’emergenza Rom nel quartiere (anzi, hanno gettato benzina sul fuoco) e dalla "cosa" razzista di Capitelli e soci, in totale empatia con le posizioni di Forza Nuova. Questi figuri della pseudosinistra non solo locale (autoreferenziale e ormai incapace di favorire la tolleranza, che anzi ha smesso di parlare alla gente e ne coltiva le insicurezze e gli istinti peggiori) nemmeno si rendono conto dei guasti che stanno procurando.
La responsabilità morale di questa amministrazione è enorme. Enorme quando usa un linguaggio rivolto ai Rom degno dei villaggi basso medievali isolati nel folto delle foreste nere d’Europa. Enorme quando li caccia dalla città come i riti arcaici del capro espiatorio prevedevano. Enorme quando ancora li dipinge in Consiglio comunale come inveterati profittatori e sfruttatori della prostituzione. Enorme quando un Consigliere comunale viene insultato pubblicamente e nessuno (proprio nessuno) di questa amministrazione le rivolge un pur minimo segnale di riprovazione per l’accaduto. Enorme quando in Consiglio comunale i volontari insultati dai fascisti vengono definiti "scalmanati estremisti" dal Sindaco. Che bella frittata che ci hanno preparato. Il contorno ora ce lo possono mettere altri.

[Da qui.]








pubblicato da s.baratto nella rubrica democrazia il 13 ottobre 2007