Familiare.

Tiziano Scarpa



Pochi minuti dopo l’inizio del concerto di musica contemporanea, la violoncellista è stata la prima a fare una faccia strana. Nel teatro era scattato l’allarme antincendio. Sulle pareti pulsavano le luci a intermittenza. La piccola orchestra ha smesso di suonare. Ma tutto questo è successo in tre fasi. Uno: per qualche istante l’allarme è sembrato far parte della musica stessa, era un suono plausibile fra gli altri. Due: si è innescato un conflitto fra suoni. Tre: l’allarme ne è uscito vittorioso. Noi spettatori siamo rimasti seduti, un po’ indispettiti da quell’interruzione. A nessuno è venuto in mente di alzarsi e scappare pensando che il teatro stesse andando a fuoco. Tutti credevano che fosse scattato per un’insofferenza dell’impianto antincendio, che non è riuscito a sopportare quella musica. Oppure, al contrario, l’allarme non ce l’ha fatta a trattenere l’entusiasmo, ha sentito qualcosa di familiare nell’aria e si è messo a cantare in coro con le note sue sorelle.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 11 ottobre 2007