Marotta, Sannelli, Monreale

ilprimoamore



Venerdì 21 - ore 21,00
Centro Culturale San Carlo - Corso Matteotti 14, MI (MM1 San Babila)
a cura di Fabrizio Bianchi e Adele Desideri
presentazione dei primi 3 volumi di poesia della nuova collana Le invetriate Edizioni Il crocicchio/inEdition

Daniela Monreale, L’attracco sulla luna
Francesco Marotta, Per soglie d’increato
Massimo Sannelli, Nome nome

Interventi critici di
Adele Desideri, Gabriela Fantato, Luigi Metropoli, Luigi Cannillo

Francesco Marotta, Per soglie d’increato

affidare pagine superstiti
al fiume che trascorre
dove la neve brucia le sue forme
per abbracciare in altre spoglie
la sete del giunco e della riva –
imbarcarsi su rotte
primaverili d’aurora,
senza rinunciare all’ombra gelida
in cui covava la pioggia
la terra dei volti come un seme: –

solo allora
le parole che dai passi
narrano il cammino alla notte,
si lasciano guardare come rose
che svelano agli insetti
il varco per il polline più fondo –
prima che il cielo richiami lo stelo
nel chiuso del suo involucro
di cenere

*

sugli orli dell’alba
da sempre maturano
due lampi, due bagliori -
quello che annuncia il giorno,
riaffiorando da vampate
d’ombra e di silenzio,
e quello che insiste
in remoti segnali di voce,
in lettere di dolenti predizioni,
sillabe dell’alfabeto dei salici
e della luna, che,
verdeggiante,
si ostina in diversioni
di deserto, volta al nessun luogo
di identità di febbre: -

l’alba, da sempre, si accompagna
a specchi di necessità,
disseminata per nascita
in flebili vincoli di suono,
impensabile il lume
smemorato
prossimo a esercizi quotidiani
di cecità e di vuoto

Francesco Marotta nato a Nocera Inferiore (Sa) nel 1954. E’ laureato in Filosofia e Lettere Moderne. Vive in provincia di Milano, dove insegna Filosofia e Storia nei Licei. Ha tradotto Bachmann, Bonnefoy, Char, Celan, Jabès, Sachs. Suoi testi sono apparsi nelle riviste: Il Segnale, Dismisura, Anterem, Convergenze. Tra i libri di poesia: Le Guide del Tramonto (Firenze, 1986); Memoria delle Meridiane (Brindisi, 1988); Alfabeti di Esilio (Torino, 1990); Il Verbo dei Silenzi (Venezia, 1991); Postludium (Verona, 2003). In antologie, ha pubblicato le sillogi: Figures de l’Errance (Montpellier, 1984); Notizie della Fenice (Frosinone, 1995); Geoglifi (Roma, 1996); Creature di Rogo (Verona, 1999); Canti in Assenza (Bari-Roma, 2001).

Massimo Sannelli, Nome, nome

non pesa troppo l’aria, il cuore
è sano; lo stile è alla carne, solido
il pensiero “questo velo”; e il velo è

appena scosso, e sono segni sul
capo, i bei
capelli diradati e lunghi
i pochi ancora - perché?
i pomeriggi invocano amici,
madre, altri mai:
vanificare così il resto, anche
azzurro o marino: la testa
dolendo a lungo e gli occhi.

*

se fosse un gioco: uno
teme per l’altra; l’altra:
«sono sola» e l’altra «io
non ho», «ho fame…».
La cultura è tranquilla: il
bimbo guarda bimba; ahi
appare, chiuso, uno stato
quieto: il suo fine si
determina con gioia.
perciò gli acerbi tacciono, i mezzi:

che penetrare la massa dei capelli
scuri o la pelle, ammirare: che questa
è una, per la cura è fatta.

Massimo Sannelli, nato nel 1973, è dottore di ricerca in Filologia latina medievale. Ha lavorato per le case editrici Crocetti, Il melangolo, La Finestra, L’impronta. Ha pubblicato tredici volumi, tra poesia, prosa, critica, saggistica e curatele di testi mediolatini. Coordina con Marco Giovenale la rivista-dono Bina. Suoi scritti sono apparsi in riviste sia accademiche (La Rassegna della letteratura italiana, Maia, Medioevo Romanzo, Semicerchio, Rivista di storia e letteratura religiosa, Medioevo Latino) sia letterarie (Anterem, L’area di Broca, Versodove, Poesia). Dirige la collana Nuovo Rinascimento per L’impronta editrice (Mori, Tn). Coordina un weblog: www.sequenze.splinder.it.

Daniela Monreale, L’attracco sulla luna

Nella foresta

Tutto cade, veramente cade, anche quando
Il momento è alto, maldestro a dire,
quando vacillano i pronomi,
le giunture dei sensi alle parole,

quando il vertice accosta l’ovvietà,
perché abbiamo poche note davvero
per l’unica sinfonia che conta,
quella che ci ha sorpreso, ci ha dimezzato,
ci ha riunito in un accordo
che riempie te, me e il mondo che ci guarda,

così vien voglia di correre nel profondo
di una foresta in fiamme,
e nel respiro mai dimesso
attraversarla tutta, dirne il calore,
fino a bruciare.

*

Non riesco più a scriverti,
a ordinare una frase una parola un lemma,
e quel tuo diario infinito non trova più
i miei storditi dormiveglia,
non mi incontra nel conto lineare,
passano mesi di silenzio
come sentinelle affaticate
su una parola grande quanto il mondo.

La tua – che non riposa mai – sfreccia
sul ritaglio infimo di Cielo, aquila rara,
ed io, invece, mi ritiro a lumaca
lasciando filamenti di promesse,
una calca vaporosa di percezioni
che bivaccano sulla tua nuca,
come caldo temporale.

Daniela Monreale (Palermo, 1963) ha compiuto studi classici e frequentato per alcuni anni la Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo; si è diplomata in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti. Trasferitasi a Firenze nel 1998, dove vive e lavora, collabora ad alcune riviste culturali (La Mosca di Milano, Soaltà, Le Voci della Luna, La Nuova Tribuna Letteraria), sia con apporti creativi sia con attività critico-letteraria. Per Il Foglio letterario ha curato il supplemento annuale di poesia Bar Code. Ha conseguito vari riconoscimenti in premi di poesia, nazionali e internazionali. Nel 2004 ha ricevuto il diploma honoris causa dell’Accademia Siculo-Normanna (Istituto di cultura superiore del Mediterraneo di Palermo e Monreale).








pubblicato da g.fuschini nella rubrica poesia il 17 settembre 2007