Coscienze ipodemocratizzate

Sergio Nelli



L’ondata xenofoba che attraversa il paese è anche la scudisciata di una scossa innestata da una politica insensibile agli argomenti della civiltà, della ragione, della solidarietà. Invece di contenere e indicare la strada della comprensione, a Milano, nel nord-est, a Firenze, a Bologna, nelle amministrazioni come nel governo centrale, è stato tutto un susseguirsi di prese di posizione, un’escalation sulla misure speciali anti-criminalità che in molti casi è parsa una cavalcata sulla foga di rendere invisibili i poveri e miserabili che attraversano il nostro mondo. Cofferati ha detto: abbiamo perso due comuni importanti per non aver ascoltato le proteste che vengono dalla società. Amato ha invitato la sinistra a liberarsi dalla tara di posizioni banalmente sociologistiche, ha fornito la ricetta per minimizzare le determinazioni sociali invitando a puntare sulla responsabilità personale degli individui. Ora, tutto il mondo sa che la miseria, la disoccupazione, l’immigrazione creano delle situazioni problematiche e difficili da governare. Ogni scolaro dovrebbe sapere quanto legato al malessere sociale è l’insorgere delle patologie della devianza e della criminalità. Ma in questo momento si prospettano ovunque scorciatoie: dimenticare ciò che tutti sappiamo e vedere le cose dal punto di vista di un semplicismo barbarico che poco ha a che fare con la civiltà e la ragione.

Intanto squadre di stronzi criminali proseguono a Pavia, in raid che ricordano il Ku Klux Klan, il lavoro di ripulitura già iniziato in altre parti d’Italia. Ieri sera in televisione sono passati video raccapriccianti di pestaggi esemplari di barboni attuati da gruppi di delinquenti vili e senza onore.

Quando si parla in nome di maggioranze, quando si parla di una fantomatica cittadinanza, bisognerebbe aver in vista persone capaci di mantenere un distacco tra le proprie esigenze particolari e quelle della collettività più ampia alla quale apparteniamo. Invece i politici sembrano voler trovare la sintonia coi cittadini nel tornaconto e nell’interesse immediati che li trasforma in interventisti della psicologia poliziesca.
Così stanno nelle cose senza vedere alcunché. Solo gli epifenomeni già dilatati dai media.

Si va tanto in là, si è andati tanto in là nello spirito poliziesco, che a Firenze la Procura ha chiesto l’archiviazione di tutte le denunce contro i lavavetri, per il fatto che "non c’è rilievo penale". Ne danno notizia tutti i giornali , oggi 11 settembre. Il capo dei pm Nannucci si è così espresso: i "mestieri girovaghi", in quanto illeciti amministrativi, non possono essere puniti penalmente e quindi tutte le denunce saranno archiviate. Naturalmente ci sono controrepliche, tipo quella del penalista professor Carlo Federico Grosso che ha puntualizzato, per lo splendore del diritto, che "il reato penale non è fare il lavavetri ma disubbidire all’ordinanza comunale". Quanto alla questione racket sollevata dall’assessore Cioni e dal sindaco Domenici, il pm Nannucci si è così espresso: "Ho scritto al comando provinciale dei carabinieri e alla questura per sapere se per caso avessero segnalato qualche tipo di condotta che meritasse la definizione di racket e mi è stato riferito che non c’è stata nessuna segnalazione di questo tipo".
Così il magistrato mette le briglie al politico.

Nel frattempo, dopo un mese dall’incendio di Livorno che ha distrutto le case dei Rom e ucciso quattro bambini, i corpi sono stati restituiti ai genitori e venerdì prossimo ci saranno i funerali. I genitori, accusati – in un incomprensibile rovesciamento delle parti - di abbandono dei minori e arrestati perché non passibili di arresti domiciliari (non avendo domicilio) hanno finalmente un domicilio provvisorio grazie all’Arci Toscana di Cecina, mentre la latitanza del sindaco e degli assessori è stata per tutto questo periodo, dal 10 agosto a oggi, eclatante. Perché non è stato trovato un alloggio per le famiglie dei bambini morti e sono dovute intervenire le associazioni di volontariato?
Le associazioni Africa Insieme, la Comunità Salesiana di Livorno, la Comunità di Sant’Egidio e la Ong "Osservazione" lanciano una sottoscrizione in aiuto delle due famiglie rom perché possano sostenere le spese di necessità. Il numero di conto corrente su cui effettuare i versamenti è 000300047775 Cassa rurale di Bolzano intestato ad Associazione Osservazione ONLUS coordinate bancarie IT 59 F 08081 1160000030004775; nella causale indicare "Per la difesa dei genitori delle bambine Rom morte a LIvorno".








pubblicato da s.nelli nella rubrica a voce il 11 settembre 2007