I persecutori AA. VV.

Silvio Bernelli



"I persecutori": questo il titolo scelto da Transeuropa per la sua antologia di scrittori italiani. Tutti suppergiù tra i 35 e i 45 anni, molti legati al blog "Nazione Indiana", alcuni famosi e altri no, sono tra il meglio della nuova generazione di autori.
Christian Raimo apre la raccolta in modo straniante con l’amicizia in lotta contro l’amore di "L’anno prima dell’anno del Dragone". Sullo sfondo di un rapporto a tre, i rabbiosi funerali di Giovanni Falcone a Palermo. In "Sono io il colpevole", Gianni Biondillo è alle prese con le violenze al disabile nella scuola torinese finite su youtube.com, di cui si è molto parlato qualche mese fa. Lo scrittore milanese conferma l’impressione di avere al suo arco frecce più taglienti di quelle che mette abitualmente a disposizione dell’ispettore Ferraro a cui deve la fama. Tommaso Ottonieri propone "Clinamen" una scheggia antinarrativa, ricca di un nichilismo percussivo che richiama l’ultimo Manganelli della "Palude definitiva". Valerio Evangelisti lascia da parte l’inquisitore Eymerich e mette in pagina la vicenda di Rachid, un terrorista palestinese imprigionato nel carcere di Guantanamo. Con "Profezie per il XXI secolo" Davide Bregola si dedica a una strano rito messianico a metà tra l’ossessione e il teatro, in cui viene fuori una visione del mondo più che inquietante. In "Gabbiani a Las Vegas" Carlo D’Amicis approfondisce il sentimento della perdita attraverso il party commemorativo di un soldato americano ucciso in Iraq.
Molto interessanti anche i due racconti più palesemente autobiografici: "Ipotesi su Anna" di Helena Janeczek, l’unica donna presente nella raccolta, e "Appunti e amputazioni" di Giorgio Vasta. Il primo è un resoconto freddo eppure partecipato dei fatti immediatamente successivi all’omicidio di Anna Politkovskaja, la giornalista che aveva denunciato le atrocità commesse dall’esercito russo in Cecenia. Il racconto di Vasta narra un viaggio nei Paesi dell’ex Jugoslavia, la cui geografia etica sembra stare tra gli estremi dei ragazzi con braccia e gambe amputate durante la recente guerra e le nuove strutture turistiche dedicate ai visitatori internazionali. Sempre di vacanza parla Francesco Longo in "Le ombre del promontorio". Centro del racconto le relazioni esistenti tra ragazzi che vivono la spiaggia quasi come proiezione di un desiderio sessuale inappagato.
A una serie di amori omosessuali assai accidentati riserva invece le attenzioni Giulio Milani in "Le guerre di Babilonia", insieme a Marco Rovelli, anch’egli presente con il racconto "L’oroscopo di Vlad", mente della raccolta e firmatario dell’introduzione a "I persecutori".
Un’ottima antologia che ruota intorno al tema della quotidianità del male e che ha forse come unica nota stonata l’ammiccante titolo-marchio. Perfetto comunque per giornalisti pigri e critici amanti delle etichette, tanto apprezzati dai direttori marketing delle case editrici.








pubblicato da d.voltolini nella rubrica libri il 4 giugno 2007