Nec reges nec potestates #2

Sergio Baratto



"Noi siamo Cattolici-Romani integrali. Come l’indica questa parola, il Cattolico-Romano integrale accetta integralmente la dottrina, la disciplina, le direzioni della Santa Sede e tutte le loro legittime conseguenze per l’individuo e per la società. Esso è «papalino», «clericale», antimodernista, antiliberale, antisettario. Egli è dunque integralmente contro-rivoluzionario, perché è avversario non solamente della Rivoluzione giacobina e del Radicalismo settario, ma ugualmente del liberalismo religioso e sociale. Resta assolutamente inteso che dicendo «Cattolico Romano integrale», non s’intende affatto modificare in qualsiasi modo l’autentico e glorioso titolo di Cattolico-Romano. La parola «integrale» significa soltanto «integralmente Cattolico-Romano», cioè pienamente e semplicemente Cattolico-Romano (…).

Noi lottiamo per il principio e per il fatto dell’Autorità, della Tradizione, dell’Ordine religioso e sociale nel senso cattolico della parola e nelle sue deduzioni logiche.

Noi consideriamo come piaghe nel corpo umano della Chiesa lo spirito e il fatto del liberalismo e del democratismo cosiddetti cattolici, come del Modernismo intellettuale e pratico, radicale o moderato, con le loro conseguenze.

Nel caso pratico della disciplina cattolica, noi veneriamo e seguiamo i Vescovi, posti dallo Spirito Santo a reggere la Chiesa di Dio, sotto la direzione ed il controllo del Vicario di Cristo, col quale noi vogliamo essere sempre, avanti e malgrado tutto.

(…) Noi sappiamo che nelle contingenze momentanee e locali, c’è sempre, almeno nel fondo, la lotta secolare e cosmopolita fra le due grandi forze organiche: da un lato, l’unica Chiesa di Dio, Cattolica-Romana, dall’altro i suoi nemici interni ed esterni. Gli esterni (le sètte giudeo-massoniche ed i loro alleati diretti) sono nelle mani del Potere centrale della Sètta; gl’interni (modernisti, demoliberali, ecc.) gli servono d’istrumento cosciente o incosciente per l’infiltrazione e la decomposizione tra i cattolici.

Noi siamo pienamente contro ogni tentativo (…) di ostacolare l’influenza sociale del Papato, di far dominare il laicismo;
per la rivendicazione instancabile della Questione Romana secondo i diritti e le direzioni della S. Sede, e per uno sforzo continuo affine di ricondurre, il più possibile, la vita sociale sotto l’influenza legittima e benefica del Papato ed, in genere, della Chiesa cattolica.

(…) Contro l’antimilitarismo ed il pacifismo utopista, sfruttati dalle Sètte allo scopo d’indebolire e addormentare la società sotto l’incubo giudeo-massonico;
per il patriottismo sano e morale, patriottismo cristiano di cui la storia della Chiesa cattolica ci ha dato sempre splendidi esempi.

Contro il femminismo che esagera e snatura i diritti e i doveri della donna, mettendoli fuori della legge cristiana; contro la coeducazione dei sessi; contro l’iniziazione sessuale della fanciullezza;
per il miglioramento delle condizioni materiali e morali della donna, della gioventù, della famiglia secondo la dottrina e la tradizione cattolica.

Contro la dottrina ed il fatto profondamente anticristiani della Separazione fra la Chiesa e lo Stato, come fra la religione e la civiltà, la scienza, la letteratura, l’arte;
per l’unione leale e cordiale tanto della civiltà, della scienza, della letteratura, dell’arte quanto dello Stato, con la religione e perciò con la Chiesa.

Contro la mania o la debolezza di tanti cattolici, di voler apparire «coscienti ed evoluti, veramente del loro tempo», e bonarii di fronte al nemico brutale od ipocrita, ma sempre implacabile, pronti ad ostentare il loro tollerantismo, e ad arrossire, se non a dir male, degli atti di giusto rigore compiuti dalla Chiesa o per essa, pronti ad un ottimismo sistematico verso gli inganni degli avversari, e riservando le loro diffidenze e durezze pei Cattolici-Romani integrali."

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I brani riportati qui sopra sono tratti dal programma del Sodalitium Pianum (S + P), un’associazione – altrimenti nota come Sodalizio di Pio V – fondata nel 1909 da monsignor Umberto Benigni (1862-1934), "prelato domestico" di Pio X, al fine di combattere la diffusione dell’eresia modernista in seno alla Chiesa.

La scelta di Pio V come nume tutelare dell’organizzazione è di per sé eloquente. San Pio V, al secolo Antonio Michele Ghisleri (1504-1572, canonizzato 1712), passò alla storia per la politica ferocemente antiebraica, il fermo appoggio all’Inquisizione, la scomuinica della regina Elisabetta d’Inghilterra e la promozione della lega antiturca che vinse la battaglia di Lepanto.

Il Sodalizio non fu tuttavia una semplice associzione di devoti militanti, ma una vera e propria organizzazione di spionaggio clericale, che si avvaleva di delatori, infiltrati e cifrari segreti. Si sa che papa Pio X ne promosse la fondazione (si ha notizia certa di tre autografi papali di benedizione) e ne sovvenzionò le attività, assicurandole una sovvenzione annuale.

Dopo la morte del pontefice (1914), monsignor Benigni subì gli attacchi di fazioni avverse all’interno della Curia e cadde in disgrazia. Il Sodalitium Pianum venne sciolto definitivamente nel 1921.
Negli anni successivi collaborò con il periodico cattolico integralista "Fede e ragione", per conto del quale nel 1921 tradusse in italiano I Protocolli dei Savi di Sion.

Durante il processo di beatificazione di Pio X, alcuni alti prelati condannarono il suo sostegno al Sodalitium. Nel 1949 fu dunque istituita una sorta di commissione d’inchiesta con l’incarico di investigare sulla condotta tenuta da Pio X nella repressione antimodernista. Le sue conclusioni furono raccolte in una Disquisitio che di fatto assolveva il Sodalitium Pianum e ne giustificava i metodi. Vi si può leggere tra l’altro che "mai nella lotta furono usati mezzi illeciti o disonesti; però tutte le arti umane, anche le più scaltre, furono messe al servizio della verità" e che "il segreto e il cifrario erano in un certo senso mezzi necessari, per lo meno utili, certo non immorali".

Nel 1954 Pio X è stato proclamato santo.

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Fonti:

Il testo integrale del programma del Sodalitium Pianum

Su mons. Benigni e il Sodalitium: qui

San Pio V papa

San Pio X papa

Sull’"eresia modernista"

Monsignor Benigni e i Protocolli dei Savi di Sion: qui

Lascio alla libertà e alla sensibilità di ciascuno il compito di scoprire se nel programma del Sodalitium si possano rintracciare, in forma più o meno embrionale o implicita, certe attuali tendenze del papato e dell’istituzione ecclesiastica. O, più precisamente, se sia vero o meno che il Concilio Vaticano II è riuscito a correggere definitivamente certe tendenze presenti nella storia della Chiesa cattolica.

[2 - continua. La prima parte è qui.]








pubblicato da s.baratto nella rubrica il miracolo, il mistero e l’autorità il 26 aprile 2007