Il primo amore su carta

Silvana Rigobon



Come avete scelto il nome della rivista? Non essendoci dichiarazioni di intenti nel vostro sito, mi fate pensare che consideriate l’espressione "Il primo amore" anche come una specie di manifesto.

Abbiamo scelto il titolo di uno dei canti leopardiani. La grafia stessa della testata è presa dai manoscritti autografi di Leopardi, sono parole scritte di suo pugno. Nel Primo amore Leopardi ricorda quanto lo stupì, vivendola per la prima volta, la forza che poteva sprigionare la passione amorosa. Nel nostro caso, l’amore con cui ci misuriamo vuole essere il "primo" non tanto in ordine di tempo, bensì di importanza: vogliamo dedicarci alle cose che contano di più, alle passioni e agli interessi primari, ad alcuni dei temi secondo noi più rilevanti di quest’epoca.

Come nasce la scelta di fare il salto dalla rete alla carta?

È un’idea che abbiamo avuto fin da subito, più di un anno e mezzo fa: ci siamo uniti non solo per dare vita a un sito, ma per fare varie attività in canali diversi. D’altronde era una caratteristica che ci contraddistingueva anche ai tempi di Nazione Indiana: abbiamo organizzato convegni, incontri, spettacoli teatrali, girato dei video. Da fuori, sembra che la rivista su carta arrivi dopo, ma è soltanto perché, ovviamente, è stato un po’ più complesso realizzarla rispetto al sito.

Per quale motivo fin dall’inizio avete preferito non avere i commenti in rete?

Guarda, non avremmo proprio il tempo di seguirli sempre, e questo potrebbe essere scambiato per disinteresse verso i commentatori. E poi non vogliamo fornire pretesti per innescare conflittualità fine a sé stesse, che sono una perdita di tempo per tutti, come si vede quotidianamente in rete. Mettere in piedi un sito, un blog, è gratis e richiede pochi minuti, quindi chiunque si sente veramente motivato può dire la sua in qualsiasi momento.

Come mai avete iniziato con un appello per riaprire il processo di Pasolini?

Alcuni di noi, soprattutto Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti, hanno cominciato a lavorarci dall’estate del 2005, in vista del trentennale della morte di Pasolini, quando il nuovo sito ancora non c’era e ci riunivamo per proseguire un’attività comune dopo l’uscita da Nazione Indiana. Quell’appello è stato un modo per non limitarsi a celebrare Pasolini o a discutere sulla sua eredità, ma per contribuire a cercare di ottenere ciò che gli spetta: innanzitutto verità e giustizia sul suo assassinio. È uno dei nostri "primi amori": al tempo stesso un’emergenza, una passione, un dovere, una proposta civile. Il primo numero della rivista cartacea conterrà in appendice l’elenco completo delle adesioni. Ci sono intellettuali e artisti di tutto il mondo.

Che periodicità avrà la rivista cartacea?

Quadrimestrale. Il primo numero uscirà in aprile.

Puoi anticiparci i contenuti del primo numero?

Preferirei che fosse una sorpresa per i lettori. Sai, viviamo nell’epoca delle anticipazioni. La cosa vera e propria, quando arriva, è l’ultimo anello di una catena di riassunti, assaggi, anteprime che, con la scusa di diffondere una novità, in realtà ne erodono la forza d’impatto. Ti posso dire comunque che si tratterà di numeri tendenzialmente monografici, con un tema principale. I materiali saranno tutti inediti, ma ci riserviamo eventualmente la possibilità di riproporre su carta anche qualcosa di già pubblicato in rete.

Cosa sarà ora del sito? E quali saranno le maggiori differenze tra la versione cartacea della rivista e il sito originario.

Come ti dicevo prima, il progetto di fare una rivista cartacea era nato insieme a quello di avviare il sito. Non deriva da riflessioni su un’eventuale insufficienza della comunicazione in rete. Il sito continua come prima: diciamo che fa da laboratorio e collaudo per quelli che potrebbero diventare temi e contenuti della rivista cartacea. Voglio dire che le emergenze dei temi che si presentano nel corso del tempo, lo sviluppo ricorrente di alcuni argomenti, ci spingono a riprenderli e ampliarli nei numeri monografici della rivista.

Pubblicato su "Fernandel", gennaio-marzo 2007.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica a voce il 3 aprile 2007