Le letture dell’estate

Serena Gaudino



Alicia Giménez-Bartlett
Segreta Penelope
Sellerio Editore Palermo

Sto scrivendo nella mia casa. Vivo in un appartamento su due piani. Lavoro al piano di sopra, di sotto c’è un mio amico. Se ne sta seduto, solo, davanti al televisore. E’ una situazione strana, del tutto insolita per me. Gabriel mi ha chiesto di poter vedere un video perché lui non ha il videoregistratore né ce l’avrà mai. Si rifiuta di comprare elettrodomestici che non abbiano una chiara ragione di esistere, e un videoregistratore, secondo lui, di ragioni di esistere non ne ha, tranne che in rare occasioni, come oggi. Oggi deve vedere le riprese di alcuni quadri destinati a una mostra su cui gli hanno chiesto di scrivere qualcosa. L’ho lasciato nel soggiorno con una tazza di caffè. Mi fa piacere che sia qui, è un amico ritrovato.

Jeffrey Eugenides
Middlesex
Mondadori

Sono nato due volte: bambina, la prima, un giorno di gennaio del 1960 in una Detroit straordinaria priva di smog, e maschio adolescente, la seconda, nell’agosto del 1974, al pronto soccorso di Petoskey, nel Michigan. Non è impossibile che un lettore specializzato abbia letto notizie sul mio conto nello studio del dottor Peter Luce, Gender Identity in 5-Alpha-Reductase Pseudohermaphrodites pubblicato nel1975 dal "Journal of Pediatric Endocrinology". Oppure potreste aver visto la mia fotografia pubblicata nel capitolo sedici di Genetics and Heredity, un testo ormai tristemente obsoleto. Sono io la ragazza nuda in piedi accanto a un’asta graduata per misurare l’altezza a pagina 578, gli occhi nascosti da una striscia nera.

Loredana Lipperini – Michela Murgia
L’ho uccisa perché l’amavo
Laterza

C’è una certa propensione sociale a leggere i femminicidi come fatti inspiegabili, eventi appartenenti alla sfera dei misteri più oscuri dell’animo umano. Si uccide un nemico per vendetta, un estraneo per avidità e un aggressore per paura; ma perché un uomo apparentemente sano di mente dovrebbe uccidere una donna che conosce, che frequenta o frequentava, che ha sposato, con cui va a letto o ci è andato, con la quale ha fatto dei figli e con cui ha diviso o divide ancora il tetto? Per i media italiani le risposte possibili a questa domanda sembrano essere solo due, spesso combinate ed entrambe residenti nell’area instabile dell’incontrollabilità razionale: una è l’amore e l’altra è la malattia.

Mario Vargas Llosa
Avventure della ragazza cattiva
Einaudi

Quella fu un’estate favolosa. Venne Pérez Prado con la sua orchestra di dodici professori ad animare i balli di carnevale del Club Terrazas de Miraflores e del Lawn Tenis di Lima, fu organizzato un campionato nazionale di mambo in Plaza de Acho, che ottenne un grande successo malgrado la minaccia del cardinale Juan Gualberto Guevara, arcivescovo di Lima, di scomunicare tutte le coppie che vi avessero partecipato, e il mio quartiere, il Barrio Alegre delle strade miraflorine Diego Ferré, Juan Fanning e Colòn, disputò olimpiadi di fulbito, di ciclismo, di atletica e di nuoto con il quartiere di calle San Martìn, che, naturalmente, vincemmo. Accaddero cose straordinarie in quel l’estate del 1950. Cajinoba Lanas fece per la prima volta la dichiarazione a una ragazza - la rossa Seminauel - e lei, tra la sorpresa di tutto Miraflores, gli disse di sì. Cojinoba si scordò di essere zoppo e da allora prese a camminare per le strade con il petto gonfio come un Charleston Atlas.

Jack London
Martin Eden
Mondadori

Arturo aprì la porta ed entrò, seguito da un giovane che si tolse, con gesto buffo, il berretto. Costui indossava un rozzo vestito da marinaio, che stonava in modo singolare con quel grandioso vestibolo. Il copricapo lo imbarazzava molti, e già egli se lo ficcava in tasca, quand’ecco Arturo toglierglielo dalle mani, con un gesto così naturale, che il giovanotto, intimidito, ne apprezzò l’intento: “Mi capisce”!, disse fra sé, “mi ha aiutato a trarmi d’impaccio”.

Irene Némirovsky
Il ballo
Adelphi

La signora Kampf entrò nello studio chiudendosi la porta alle spalle così bruscamente che tutte le gocce di cristallo del lampadario, mosse dalla corrente d’aria, tintinnarono d’un suono puro e leggero di sonagli. Ma Antoinette aveva continuato a leggere, china sullo scrittoio tanto da sfiorare la pagina con i capelli. La madre la osservò un istante senza parlare, poi le si piantò davanti a braccia conserte.

Jutta Richter
Io sono soltanto un cane
Beisler editore

Che giornata.
Che gran bella giornata d’autunno.
Stramaledettamente bella.
Tempo da cani, proprio da cani.
Col sole caldo come il latte della mamma,
caldo come le leccate sulla pancia.
Mangiato a sazietà.
Bevuto a sazietà.
Cacciato a sazietà.
Stavolta l’avevo quasi acchiappata, la lepre.
C’è mancato poco.
Se solo non ci fosse stato quel fischio. Mi ha distratto per un decimo di secondo.
Ma loro sono così.
Ogni volta che mi avvicino al traguardo, arriva il fischio.
Si sono comprati un fischietto per cani.
Una cosa terrile!
Ti penetra nelle ossa.
In realtà io mi chiamo Brendon,
ma loro mi chiamano Anton.
Mi hanno cambiato nome, dicono che Anton
si pronuncia più facilmente di Brendon.

Henri-Pierre Roché
Jules e Jim
Mondadori

Era circa il 1907.
Jules, piccolo e rotondo, uno straniero a Parigi, aveva chiesto al grande e sottile Jim che, conosceva appena, di farlo entrare al ballo di Quattro-z’ Arts e Jim gli aveva procurato un invito e l’aveva condotto dal costumista. Fu mentre Jules frugava senza fretta tra le stoffe e sceglieva un semplice costume da schiavo che nacque l’amicizia di Jim per Jules. Crebbe durante il ballo, dove Jules stette tranquillo, con gli occhi rotondi, pieni di umorismo e di tenerezza.
L’indomani ebbero la loro prima vera conversazione. Jules non aveva donne nella sua vita parigina e ne avrebbe voluta una. Jim ne aveva diverse. Gli fece incontrare una giovane musicista. Gli inizi sembrarono favorevoli. Jules fu un po’ innamorato per una settimana, e così la ragazza.

Georg Simmel
Frammento postumo sull’amore
Mimesi

Il primo conflitto e la prima unificazione sorgono per la coscienza umana fra l’io e il tu. La priorità temporale di questa relazione ebbe come conseguenza che in seguito essa fosse considerata per così dire la materia assoluta alla quale in ultima istanza si riferiscono le nostre decisioni e valutazioni, il diritto e il torto della nostra prassi e le richieste a noi rivolte: nell’alternativa tra egoismo e altruismo, per quanto essi si diano in innumerevoli modificazioni e travestimenti, con innumerevoli mezzi e conseguenze, finì con l’esaurirsi ogni possibile intenzione del nostro comportamento. Anche quando quest’ultimo fu subordinato a un ideale oggettivo, da Platone e Tommaso d’Aquino, da Kant e dal socialismo, come principio antitetico interno venne assunto più o meno esplicitamente l’egoismo, mentre, se non quella astratta, almeno l’esigenza immediata e concreta aveva sempre come contenuto un tu, fosse esso personale o sovraindividuale.








pubblicato da s.gaudino nella rubrica libri il 9 settembre 2013