Stella d’Italia

ilprimoamore



Tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate 2011, il Primo amore insieme ad altri collettivi e singoli volenterosi, riuniti sotto la sigla di “Tribù d’Italia”, ha organizzato una donchisciottesca marcia a piedi da Milano a Napoli Scampìa “per ricucire idealmente l’Italia” nel 150° anniversario dell’unità chiamata “Cammina cammina” – una specie di atto di riparazione del mondo del tutto volontaristica, senza bandiere ed esplicitamente politico. Come si può constatare andando a spulciare il blog nato per documentarla, l’iniziativa ha avuto successo oltre ogni previsione, grazie essenzialmente alle circa settecento persone che, chi per pochi chilometri chi per settimane, hanno camminato lungo la Penisola. Dall’esigenza di proseguire anche una volta arrivati alla meta è scaturita l’idea di rilanciare e moltiplicare l’impresa. Oggi stiamo lavorando a un nuovo cammino che dovrebbe svolgersi tra la primavera e l’estate prossima e che abbiamo chiamato “Stella d’Italia”. Il testo che segue è di Antonio Moresco, che di “Cammina cammina” e “Stella d’Italia” è stato il padre e l’ideatore. Si tratta di una specie di manifesto e di appello. Inizia con un Paese tramortito, fallito, impastoiato, parla di rimettersi in marcia per cominciare a risorgere, e si conclude con una chiamata alle armi – pacifiche e micidiali – dei nostri corpi in movimento.

Milano, settembre 2011

«L’Italia è tramortita. L’Italia ha bisogno di risorgere. Ha bisogno di tirare fuori dalla sua testa, dalla sua pancia e dal suo cuore le energie che pure conserva dentro di sé e che – come è successo altre volte in passato – possono farla risorgere.

C’è bisogno di gesti, individuali e collettivi, che diano una spinta verso questa rigenerazione. C’è bisogno di unire sentimento e visione. C’è bisogno di mettere al mondo e rendere visibile questa urgente necessità e questo desiderio diffuso attraverso gesti significativi e prefiguranti da compiere insieme. C’è bisogno di un incontro non solo mentale e ideale ma anche fisico, che renda visibile e che faccia vivere l’immagine e la possibilità di un’unione dinamica riconquistata, dopo anni di intossicazione, di avvilimento e di mancanza di prospettive, di lacerazioni e di divisioni, territoriali e sociali, in cui c’è stato chi ha creduto di prosperare agitando e acuendo proprio queste divisioni e queste lacerazioni, fino a portarci nel vicolo cieco in cui ci troviamo e da cui è questione di vita o di morte uscire per poter finalmente imboccare altre strade.

Chi vi invita a compiere uno di questi gesti (la rivista “Il primo amore”, le Tribù d’Italia e tutte le donne e gli uomini che hanno dato vita a Cammina Cammina) ha già compiuto, dal 20 maggio al 3 luglio del 2011, un viaggio a piedi, da Milano a Napoli passando attraverso Roma, per ricucire l’Italia coi nostri passi, seguendo l’antica via Francigena dei pellegrini, dormendo in ostelli, palestre, chiese, teatri, campeggi e conventi. A questo viaggio, che ha superato per partecipazione ogni previsione iniziale, si sono unite via via molte camminatrici e camminatori di tutte le parti d’Italia, fino a raggiungere un totale di circa settecento persone.

Ora proponiamo un’impresa che sembra più impossibile ancora e che abbiamo chiamato Stella d’Italia: un grande spostamento a piedi, di menti e di corpi, da compiere in date ancora da definire nella primavera del 2012, che parta dalle varie zone geografiche del nostro Paese, dal nord, dal centro e dal sud, con percorsi che verranno definiti con precisione più avanti sulla base delle adesioni attive all’iniziativa, che verrà ad assumere la forma dei bracci di una stella e che convergerà verso il centro. Come meta finale abbiamo scelto L’Aquila, che, oltre a trovarsi in una posizione centrale nel nostro Paese, rappresenta anche il nostro stato attuale ma anche il nostro bisogno e desiderio di ricostruzione.

Attraverseremo durante questo cammino molti comuni grandi e piccoli e cercheremo, in dialogo con Associazioni e Amministrazioni sensibili a questo bisogno di rigenerazione, di far vivere – anche attraverso incontri pubblici da tenere alla fine di ogni tappa – tutta la forza antica e nuova del tessuto comunale del nostro Paese, che proprio in questo momento viene così duramente misconosciuto e colpito ma che costituisce invece uno dei possibili motori per una ricostruzione della nostra vita su basi nuove.

Ci rivolgiamo alle Associazioni che operano nel campo del volontariato culturale e sociale. Ci rivolgiamo alle Associazioni che si battono in condizioni difficili contro l’invasiva penetrazione criminale e per la difesa del nostro territorio. Ci rivolgiamo alle Associazioni che hanno fatto del camminare e dello sfondamento avventuroso di orizzonti e della libertà che si attua con lo spostamento in avanti delle menti e dei corpi il loro modo di essere e di stare nel mondo. Ci rivolgiamo alle Associazioni che hanno nell’Italia e nella sua unità, integrità e libertà all’intero della nuova Europa e del mondo il loro fondamento e la loro meta. Ci rivolgiamo alle organizzazioni e ai gruppi di scrittori, di intellettuali e studiosi che intendono portare nel nostro Paese un rinnovamento culturale, invitandoli a superare anche, se necessario, piccole rivalità e incomprensioni senza futuro, per unirci in uno sforzo comune di prefigurazione e visione. Ci rivolgiamo ai grandi mezzi di comunicazione, perché siano sensibili non solo al già visto ma anche a ciò che si muove in direzioni inaspettate e perché lo facciano conoscere a un maggior numero di persone e lo valorizzino. Ci rivolgiamo ai Comuni e alle loro Associazioni, senza nasconderci che, a volte, è proprio attraverso questo tessuto, le sue istituzioni e le sue sinergie, che si attua un’espropriazione del bene pubblico e l’esplosione di interessi economici personali e di piccoli gruppi, ma con la consapevolezza che ci sono al loro interno anche molte forze sane, pulite e aperte a una prospettiva di rinnovamento e rigenerazione, che desiderano conoscersi tra di loro per fare qualcosa di impegnativo e significativo che li accomuni in una moltiplicazione di forze.

Proponiamo di incontrarci nelle prossime settimane e nei prossimi mesi con chi si mostrerà sensibile all’urgenza di questo appello, per cominciare a configurare insieme e a organizzare i tempi, i modi e le forme di questa nuova impresa e di questo sogno.»

Per informazioni:
http://camminacammina.wordpress.com/
tribuditalia@gmail.com








pubblicato da ilprimoamore nella rubrica stella d’Italia il 9 novembre 2011