Aboliamo i giovani scrittori

Tiziano Scarpa



Aboliamo l’etichetta "giovane scrittore", "giovane scrittrice". Si tratta di un espediente escogitato per indebolire la forza della scrittura ficcandola a forza dentro categorie generazionali, completamente astratte, senza nessun rapporto con la realtà. "Giovane scrittore", "giovane scrittrice" sono marchi paternalistici che svolgono una doppia funzione:

1. producono appetitosità commerciale ritagliando una nicchia di mercato;

2. relegano le parole dei cosiddetti "giovani" in una specie di sacca secondaria, una serie B della letteratura e della società.

Ormai si toccano vertici grotteschi: recentemente ho assistito a un convegno in cui venivano definiti "giovanissimi" autori sui 45 anni, che avevano pubblicato una mezza dozzina di libri ciascuno.

Non esistono "giovani scrittori" né "giovani scrittrici". Ogni libro è adulto.

Ecco un elenco di opere fondamentali che nessuno si sognerebbe di etichettare come libri di "giovani scrittori" o "giovani scrittrici". Sono elencati progressivamente, dai 19 ai 29 anni, per età di pubblicazione o, in qualche caso, di composizione:

19 ANNI

Giacomo Leopardi inizia a scrivere lo Zibaldone, 1817.
Carlo Dossi, L’altrieri, 1868.
Arthur Rimbaud, Una stagione all’inferno, 1873.

20 ANNI

Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis, 1798.
Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo, 1923.
Pier Paolo Pasolini, Poesie a Casarsa, 1942.

21 ANNI

Matthew Lewis, Il monaco, 1796.
Mary Shelley, Frankenstein o il Prometeo moderno, 1818.
Georg Büchner, La morte di Danton, 1834.
Stephen Crane, Il segno rosso del coraggio, 1894.

22 ANNI

Edgar Allan Poe scrive i suoi primi Racconti, 1831.
Giovanni Papini, Il tragico quotidiano, 1903.
Vladimir Majakovskij, La nuvola in calzoni, 1915.
Alberto Moravia, Gli indifferenti, 1929.
Goffredo Parise, Il ragazzo morto e le comete, 1951.
Oe Kenzaburo pubblica i suoi primi Racconti, 1957.

23 ANNI

Lautréamont, Canti di Maldoror, 1869.
Tanizaki Jun’ichiro, Il tatuaggio, 1909.

24 ANNI

Charles Dickens inizia la pubblicazione a puntate del Circolo Pickwick, 1836.
Gustave Flaubert completa la prima versione dell’Educazione sentimentale, 1845.
Alexandre Dumas figlio, La signora delle camelie, 1848.
Anton Cechov scrive i primi Racconti, 1884.
Stephane Mallarmé, Herodiade, 1886.
Guido Gozzano, La via del rifugio, 1907.
Francis Scott Fitzgerald, Di qua dal paradiso, 1920.
André Breton firma con Philippe Soupault I campi magnetici, 1920.
Jorge Luis Borges, Fervore di Buenos Aires, 1923.
Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, 1947.
Truman Capote, Altre voci, altre stanze, 1948.
Mishima Yukio, Confessioni di una maschera, 1949.

25 ANNI

Johann Wolfgang Goethe, I dolori del giovane Werther, 1774.
Fedor Dostoevskij, Povera gente, 1846.
Paul Valéry, Monsieur Teste, 1896.
Aldo Palazzeschi, L’incendiario, 1910.
Stig Dagerman, Bambino bruciato, 1948.

26 ANNI

Marco Anneo Lucano muore lasciando incompiuto il poema Bellum civile o Farsaglia, 65 d.C.
Teofilo Folengo, Opus maccaronicum, 1517.
Nikolaj Gogol’, Taras Bul’ba, 1835.
Alfred de Musset, Le confessioni di un figlio del secolo, 1836.
Gabriele D’Annunzio, Il piacere, 1889.
Thomas Mann, I Buddenbrook, 1901.
Robert Musil, I turbamenti del giovane Törless, 1906.
Aldo Palazzeschi, Il codice di Perelà, 1911.
Alberto Savinio, Hermafrodito, 1916.
Edoardo Sanguineti, Laborintus, 1956.

27 ANNI

Hermann Melville, Typee, 1846.
Ippolito Nievo, Confessioni di un italiano, 1858.
Emile Zola, Teresa Raquin, 1867.
Charles-Louis Philippe, Bubu de Montparnasse, 1901.
Hermann Hesse, Peter Camenzind, 1904.
Alain-Fournier, Il grande Meaulnes, 1913.
Ernest Hemingway, Fiesta, 1926.
Frederic Prokosch, Gli asiatici, 1935.
John Fante, Aspetta primavera, Bandini, 1938.
Clarice Lispector, Vicino al cuore selvaggio, 1944.
Alberto Arbasino, Le piccole vacanze, 1957.
Mario Vargas Llosa, La città e i cani, 1963.
Angela Carter, La passione della nuova Eva, 1967.
Ian MacEwan, Primo amore, ultimi riti, 1975.

28 ANNI

Jules Renard, Lo scroccone, 1892.
Franz Kafka scrive i primi Racconti, 1907.
David Herbert Lawrence, Figli e amanti, 1913.
Henry Roth, Chiamalo sonno, 1934.
Flann O’Brien, Una pinta d’inchiostro irlandese, 1939.
Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947.
Sylvia Plath, Il colosso, 1960.

29 ANNI

Gaio Valerio Catullo ha già composto quasi tutti i carmi del Liber, 55 a. C..
Dante Alighieri, Vita nuova, 1294.
Torquato Tasso, Aminta, 1573.
Victor Hugo, Notre-Dame de Paris, 1831.
Emily Bronte, Cime tempestose, 1847.
Robert Walser, I fratelli Tanner, 1907.
Edward Morgan Forster, Camera con vista, 1908.
Giuseppe Ungaretti, Il porto sepolto, 1917.
Eugenio Montale, Ossi di seppia, 1925.
Vladimir Nabokov, Re, donna, fante, 1928.
Samuel Beckett, Murphy, 1935.
Tommaso Landolfi, Dialogo dei massimi sistemi, 1937.
Albert Camus, Lo straniero, 1942.
Georges Perec, Le cose, 1965.
Thomas Pynchon, L’incanto del lotto 49, 1966.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica in teoria il 6 febbraio 2006