Caro Martin Schulz

Antonio Moresco



mi rivolgo a Lei a nome di un’associazione (Associazione culturale Il primo amore) che nei prossimi mesi di giugno e luglio organizzerà un cammino a piedi da Mantova a Strasburgo, sede del Parlamento Europeo di cui Lei è Presidente.

L’anno scorso questa stessa associazione ha organizzato un cammino a piedi di 4000 chilometri in cinque diversi bracci che, partendo da varie località d’Italia (Messina-Reggio Calabria, Venezia, Genova, Santa Maria di Leuca, Roma) si sono incontrati a L’Aquila, eletta a nostra capitale sentimentale e cuore terremotato del nostro paese. A questa iniziativa, cui hanno partecipato un migliaio di camminatrici e camminatori, hanno aderito numerose altre organizzazioni, tra cui quella dei Comuni Italiani (Anci), e ha dato il suo sostegno il nostro Presidente della Repubblica.

L’idea che ci animava e che ci anima è che, quando tutto sembra bloccato, è proprio il momento di rimettersi in movimento, di rimettere in movimento i nostri corpi e le nostre menti e anche i nostri sogni, di renderli visibili e dicibili con un gesto prefigurativo e irradiante da compiere insieme.

Come l’Italia, così anche l’Europa di questi anni ha bisogno di dissotterrare i propri sogni e di allargare i propri orizzonti. Noi vorremmo, con la nostra nuova impresa che chiameremo Freccia d’Europa (alla quale speriamo si uniranno altri camminatori di altri paesi europei attraversati), dare un piccolo contributo in questa direzione.

A noi pare che l’Europa stia smarrendo le ragioni profonde della sua nascita, prefigurate -per noi italiani- dal Manifesto di Ventotene, scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi ancora durante il fascismo nel carcere-confino dove erano rinchiusi. Ci pare che sia schiacciata sulla sola dimensione economica e finanziaria eretta a unico orizzonte della vita e del mondo, che espropria i suoi cittadini di ogni comprensione profonda, partecipazione democratica piena e di ogni trascendenza sociale, civile ed esistenziale.

Come città di partenza abbiamo scelto Mantova perché alle sue porte sono stati dissotterrati alcuni anni fa gli scheletri di una ragazza e di un ragazzo abbracciati, risalenti al neolitico, che sono conservati nel Museo Archeologico di questa città. Per dire che l’Europa comincia prima, che anche noi cominciamo prima, prima della sua terribile storia di guerre e di genocidi e tirannidi. E che continuerà anche dopo. Questo gesto muto che ci arriva dalla preistoria può indicare anche un’altra possibilità futura per i popoli che abitano il nostro continente.

Le chiediamo di darci la possibilità, al termine di questo cammino che avverrà intorno al 7-8 di luglio, di portare fisicamente le nostre motivazioni (nelle forme e nei modi che Lei riterrà più opportuni), nella sede del Parlamento Europeo.

Sarebbe anche bello che lei potesse farci l’onore di essere con noi a Mantova il giorno della partenza (1 giugno), testimoniando con la sua presenza la vicinanza delle istituzioni europee a queste aspirazioni dei suoi cittadini.

Sappiamo bene che, per i suoi molti impegni, ciò è molto difficile se non impossibile, che sarebbe un miracolo. Ma noi ci proviamo lo stesso, perché a volte i miracoli accadono.

La saluto e la ringrazio per l’attenzione, anche a nome delle camminatrici e dei camminatori della futura Freccia d’Europa.

Speriamo di poterci vedere e abbracciare.








pubblicato da s.gaudino nella rubrica freccia d’Europa il 1 giugno 2013