Freccia d’Europa

Martin Schulz



Caro Signor Moresco, cari membri dell’associazione "Il primo amore", care cittadine e cittadini,

Vorrei innanzitutto ringraziarvi affettuosamente della toccante lettera che mi avete indirizzato il 17 aprile. Devo ammettere che leggerla mi ha profondamente emozionato e colpito, sia umanamente sia politicamente: è straordinario che un gruppo di cittadini europei possa sentire un tale attaccamento al progetto europeo, un tale coinvolgimento personale, da intraprendere un’avventura del genere, dedicando il proprio tempo, le proprie energie fisiche, mentali e spirituali, e la propria passione civile espressa in modo così originale e creativo all’Europa. Iniziative come la vostra mi danno speranza e la forza necessaria a continuare nella battaglia cui ho deciso di consacrare la mia vita politica, quella per un’Europa più unita e più solidale.

Devo riconoscere anche che rimango sempre stupito e ammirato dall’entusiasmo dei cittadini italiani verso l’Europa. Siete forse il popolo più pro-europeo dell’Unione, e questa è una risorsa enorme per tutti noi: spero che il vostro messaggio contagerà altre migliaia e migliaia di cittadini sparsi per il continente!

La vostra marcia fra Mantova e Strasburgo rappresenta un esempio perfetto di quello che l’altro giorno ho sottolineato a una conferenza a Parigi: l’Europa ha bisogno di più fantasia, e di più emozioni. Non possiamo pensare di riavvicinare i cittadini delusi dall’Europa con le conferenze intergovernative, i semestri europei, le Unioni Bancarie e Monetarie, i meccanismi di supervisione, i two pack e i six pack... e il cuore, dov’è? Dove sono le emozioni, i colori, la musica di questa Europa? Sono nelle iniziative come la vostra, nella fatica delle vostre gambe, nel sudore sulle vostre fronti, nei sorrisi che accompagneranno la vostra marcia! Questi sono i sentimenti che dovrebbe evocare l’Europa, ed è con questo linguaggio che noi politici, europei e nazionali, dovremmo riappropriarci del progetto europeo: parlando al cuore e alla fantasia dei cittadini. Grazie, quindi, del prezioso spunto che mi offrite con la vostra marcia. Ne farò tesoro.

Quando parlo con gli europei, siano essi giovani o anziani, uomini o donne, greci o lituani, spagnoli o svedesi: tutti condividono l’idea fondamentale che sta alla base dell’Europa. Quella della cooperazione fra Stati, che abbattono le frontiere linguistiche, geografiche, politiche ed economiche fra loro, e si uniscono in un progetto comune, che tiene in conto i diversi interessi per il bene di tutti. Questa idea non è contestata: il problema è che molti, ormai, non riconoscono più l’Unione europea, le nostre istituzioni, come incarnazione di questa idea. Per rilanciare l’Europa, allora, è essenziale cambiare le nostre istituzioni, per farle tornare a coincidere con l’idea coraggiosa e profonda dei padri fondatori, gli stessi che citate voi, a partire da Altiero Spinelli.

Per me questo significa: lottare per un’Europa più giusta, più democratica e più trasparente! So che posso contare sul vostro sostegno nel mio cammino. Permettetemi, da parte mia, di accompagnarvi simbolicamente nel vostro. Solo insieme, infatti, cittadini e istituzioni, possiamo uscire più forti dalla terribile crisi che attraversiamo.

Con l’augurio che l’abbraccio dei due giovani amanti millenari di Mantova possa essere davvero simbolo di una rinascita europea: riscoprire quell’abbraccio antico, quell’abbraccio che precede tutte le guerre, tutti i genocidi, tutti gli orrori e gli abissi che il nostro continente ha conosciuto fin troppo da vicino, significa, oggi, ritrovare, nell’abbraccio dei popoli europei, l’essenza ultima del nostro progetto, un progetto unico e insostituibile, fondato da donne e uomini visionari in nome della fraternità, la solidarietà, la condivisione. In una sola parola: l’umanità.

Anche io vi abbraccio e vi auguro di cuore, a nome del Parlamento europeo e mio personale: buon cammino!

Martin Schulz








pubblicato da s.gaudino nella rubrica freccia d’Europa il 31 maggio 2013