Perché il mondo è pieno di stronzi?

Roberto Varese



1.

Perché il mondo è pieno di stronzi? Questo proprio non lo so. Però è vero: pieno zeppo di stronzi. Per esempio quelli che si comprano i fuoristrada di ultima generazione, le cosiddette jeep Suv, gigantesche, adatte alle grandi traversate nel deserto del Sahara: Toyota Land Cruiser, Hyundai Tucson, BMW X3, Mercedes Benz 200 GE, Nissan Patron TR… Però non ci vanno nel deserto, ma a fare la spesa dietro casa. Parcheggiano in doppia fila, oppure di traverso sul marciapiede. Veri stronzi. Magari c’hanno pure la guida satellitare, così girano per tutta Roma per scopi inutilissimi guidati dalla voce del computer e se ne fregano di occupare spazio soltanto per soddisfare il loro narcisismo di burini arricchiti e per giganteggiare lungo le strade e primeggiare sugli altri cittadini che hanno automobili normali, non mastodonti orrendi: Suzuki Santana SJ, Land Rover Discovery 3PT, Jeep Grand Cherokee… Va bene, per i deserti potranno pure andare bene questi fuoristrada del cavolo ma per la città no, eh no, non mi diranno gli stronzi della pubblicità che sono automobili per la famiglia, per andare a fare grandi viaggi nel comfort… Ma che grandi viaggi! Ma che comfort! Quei superstronzi ci vanno dentro Roma ad inquinare lo spazio e l’aria e i pensieri dei cittadini che devono pure, oltre al resto, sopportare di vedere queste specie di camion occupare quasi tutta la carreggiata delle antiche e rinascimentali vie del centro storico di Roma non adatte al traffico caotico dei tempi moderni e meno che mai adatte a sopportare l’ingombro di questi terrificanti mezzi di trasporto che costano, agli imbecilli che se le comprano (imbecilli e naturalmente anche stronzi) un sacco di soldi, ma tanti; è incredibile pensare che esistano degli esseri umani talmente idioti da buttare i soldi in cose del genere. Ma vi rendete conto, miei cari lettori, di quanto costino quel tipo di automobili? No? Bè, allora ve lo dico io. Dai 25.000 euro agli 80.000… Capite la follia? Cinquanta, cento, centocinquanta milioni di vecchie lire per un bene rapidamente reperibile, per un oggetto che tra un paio di anni sarà già vecchio e usatissimo e invendibile. Pazzesco! Se questi imbecilli&stronzi hanno tutti quei soldi per comprarsi i fuoristrada vuol dire che di soldi ne hanno un mucchio, chissà quanti. Ma come fanno ad averne così tanti? Mah, questo proprio è un mistero. Forse non ne hanno tanti, forse sono io che sbaglio a pensare che un imbecille spenda tanti soldi per una cosa superflua e che dunque ne abbia una montagna per il resto, dico per le cose importanti, la casa, le cure mediche eccetera… No, magari questi non c’hanno una lira per il tutto il resto però si comprano il fuoristrada a rate, perché per loro il fuoristrada è più importante di ogni altra cosa, e cioè il Daihatsu Feroza Hard, il Dodge Ram Pick Up 1500, il Mitsubishi Outlander 2.0, l’Audi Q7 TDI Full, la Jeep Wreangler…

Poi ci sono altri stronzi di cui ho voglia di parlare. Cioè i proprietari degli scooteroni. Gli scooteroni sono una specie di ibrido tra Vespa e moto, un orrore, un aborto: l’Aprilia Atlantic 250, lo Scarabeo 200 GT, l’Honda Lead, la Yamaha Majescty 250, il Piaggio X9, il TMAX 500, la Suzuki Burgman 650, il Kimco Ding 200 Classic… Prima ce n’erano pochi, di scooteroni, e di stronzi (perché solo uno stronzo, pensavo quando cominciavo a vederli sulle strade, può andare in giro con quegli attrezzi). Poi sono aumentati vertiginosamente. Tantissimi si sono comprati quella schifezza. Perché? Per moda, per il martellamento della pubblicità, che manomette le coscienze delle persone. Non posso credere che ci siano tanti stronzi nel mondo. No, no, certo non è possibile. Si deve arguire che tante brave e intelligenti persone hanno potuto fare una cosa da stronzi pur non essendolo abitualmente. Oh sì, certo. Non sono stronzi. Sembrano stronzi. Intimamente non lo sono. Perciò secondo me tutti quelli di cui ho parlato, i proprietari e i guidatori dei fuoristrada e degli scooteroni, possono redimersi molto facilmente buttando via quegli aggeggi mostruosi che hanno comprato, vendendoli e meglio ancora abbandonando le loro carcasse lungo le vie, ostruendo così le strade di Roma completamente, per sempre, provocando un collasso finale dal quale potremo tutti risorgere.

Andate a piedi. Compratevi la bicicletta. Un motorino. Una bella moto. Oppure un’automobile che sia utile e affidabile.

Reagite, stronzi!

2.

Ci sono cose che passano definitivamente, che scompaiono alla vista, che muoiono, che mai più ritorneranno, che sono chiuse per sempre nel prima e nello ieri. Così la nostra tomba si espande ogni giorno, infinitamente, senza bisogno del marmo e dei fiori attorno… la tomba che ci portiamo dentro, e che non è fuori di noi ma dentro ed intorno e sopra e sotto e dappertutto e per sempre.

Ma quando apriamo un tubetto di caramelle Charms…

Oh la mia vita è cambiata da quando uso le Charms…

Tutte le amiche ti invidieranno quando ti vedranno aprire un tubetto di Charms…

E’ una fortuna per noi che qualcuno abbia inventato le sfolgoranti caramelle Charms!

Sì, così! Da una parte la morte, la tristezza, la tomba, tutte quelle cosacce brutte che ho detto prima; dall’altra il tubetto colorato e luminescente e fosforescente e stupefacente. La scelta è quasi obbligatoria. Chi mai sceglierebbe l’esilio se potesse rimanere in patria? Chi mai amerebbe il buio se potesse la luce del sole illuminarlo d’improvviso, dopo lunga tenebra che sboccia però in colori e gioia? Chi mai resterebbe povero e con vestiti stracciati a chiedere l’elemosina agli angoli delle chiese con i pidocchi che saltellano sulla testa e le pulci che nella parte bassa del corpo si cibano di sudori ed escrementi e tante altre schifezze se potesse invece vivere in una grande villa sulla Costa Azzurra a godersi il sole settembrino ai bordi di una bella e grande piscina a guardare attraverso il vetro del bicchiere i raggi del sole in trasparenza dentro un bicchiere di cristallo che contiene un liquido multicolore avendo tutto il tempo di riflettere e vagare con la mente nei pensieri e considerare com’è facile in fondo abbandonarsi al lusso, ai piaceri del vivere, alle mollezze dei costumi, alle corse folli su automobili sportive, ai viaggi intorno al mondo, ai safari in Africa, alle spese più futili, alle serate mondane con principesse…

Lì, sul bordo della piscina, domanderemmo al caro e fedele Anselmo, nostro maggiordomo: "Dimmi, Anselmo, cosa c’è in programma stasera?".

Allora lui risponderebbe: "Oh nulla di speciale, signore. C’è una festa dalla principessa Dodi".

"Uffa che noia!" esclameremmo noi se fossimo ai bordi di una bella e grande piscina a guardare attraverso il vetro del bicchiere i raggi del sole in trasparenza dentro il bicchiere di cristallo che contiene il liquido multicolore avendo tutto il tempo di riflettere e vagare con la mente eccetera eccetera, "sono stanco di queste feste da Dodi… Sempre la stessa gente… aristocratici, magnati della finanza internazionale, artisti di fama internazionale… Ti ricordi Anselmo quando sono andato la settimana scorsa da Pucci? Te l’ho raccontato? Oh, è stato fantastico! C’era lì un gruppetto di nuovi amici di Pucci e tra questi un boss della malavita che si è rifatto una faccia presentabile con il riciclaggio di denaro sporco acquistando azioni di una casa farmaceutica che produce e diffonde nelle zone più arretrate del pianeta i vaccini contro le più micidiali malattie infettive… Eh sì, la sapevi questa? Lui, un boss della mafia, ha comprato le azioni di questa grande azienda farmaceutica che compie opera altamente meritevole, ma questa azione meritevole è fondata su azioni immeritevoli, cioè sulle attività criminali tipiche della mafia che, per pura convenienza e non certo per buon cuore, compra le azioni delle suddette case farmaceutiche per riciclare e cioè ripulire il denaro proveniente dai sequestri di persona, dallo spaccio di droga, dallo sfruttamento della prostituzione permettendo altresì un’azione meritevolissima come la produzione e la diffusione di un vaccino… e perciò da tutto questo segue che un’azione buona può nascere ed essere conseguenza di una cattiva e viceversa e tutto perciò si bilancia, tutto segue una sua logica e dunque se ci trovassimo a un ricevimento a parlare con un boss della mafia non ci dovremmo scandalizzare, ma no, cosa ce ne importerebbe a noi?, ogni cosa o persona segue docilmente il proprio misteriosissimo destino, non chiameremmo certo la polizia, non ci metteremmo a protestare, ah no, nessuna scenata ma continueremmo imperterriti a chiacchierare amabilmente… E’ giusto, Anselmo caro, dico bene?… Allora d’accordo, stasera sarò di nuovo da Dodi. Ma sì, godiamoci la vita!". Questo penseremmo se ci trovassimo sul bordo di una piscina a guardare i raggi del sole in trasparenza dentro il bicchiere di cristallo che contiene il liquido multicolore eccetera eccetera.

Il problema è che non ci stiamo lì, e temo non ci staremo mai. Ma non importa. L’importante è che possiamo aprire un tubetto di caramelle Charms e sognare di goderci il sole settembrino mentre ci mettiamo in bocca una caramella per succhiarla tutta quanta fino alla fine e poi succhiarne un’altra per ricominciare a sognare di stare sul bordo di una piscina a goderci il sole settembrino eccetera eccetera e così via e così via all’infinito poiché nessuno preferirebbe una caramella qualsiasi a una Charms, nessuno preferirebbe la notte al giorno, l’amaro al dolce, il deserto alle grandi praterie del Nevada quando le marmotte scivolano nell’acqua provocando un piccolissimo rumore, il morto al vivo… anche se mi chiedo che per tutta questa pubblicità gratuita che sto facendo non meriterei un pacco di tubetti Charms, oh sì che mi piacerebbe, ma non di più, ah no, perché altrimenti sarebbe pubblicità e allora farebbe schifo, e io non mi vendo a nessuno, io preferisco la purezza alla sporcizia, il sole alla luna, la poesia alla creatività pubblicitaria, ed è per questo che preferisco le Charms!

gennaio 2007








pubblicato da c.benedetti nella rubrica racconti il 16 gennaio 2007