Romanzieri coatti

Tiziano Scarpa



Il caso è esploso. Ieri tutte le prime pagine dei giornali ne parlavano. Due milioni di schede bianche truffaldinamente assegnate a Forza Italia nelle ultime elezioni. Agente Italiano, l’anonimo autore del "romanzo simultaneo" Il broglio, lo aveva raccontato subito. Il suo thriller fantapolitico ha vinto una battaglia civile. Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, sono partiti proprio dalle ipotesi di quel romanzo, per l’inchiesta uscita in dvd nelle edicole in questi giorni, sùbito andata a ruba.

Eppure, resta una domanda: se Agente Italiano e Cremagnani&Deaglio dicono la stessa cosa, com’è che il caso è scoppiato solo ora, con un’inchiesta giornalistica che arriva sei mesi dopo il romanzo? E come mai, di fronte a un caso così grave, l’autore di Il broglio aveva scelto proprio la forma romanzesca, nella fattispecie un thriller, per esporre dati e sospetti e attirare l’attenzione dei suoi connazionali?

Io penso che proprio la forma thriller, e in particolare di quel thriller, che farciva un nucleo informativo importantissimo con oziosi stereotipi narrativi, abbia in fin dei conti ammortizzato e anestetizzato lo scandalo nello stesso gesto con cui lo svelava. Come? Proprio per aver fantasticato intorno a una serie di dati oggettivi, fantapoliticizzando, immergendo l’evidenza degli indizi in una morchia di cliché thrilleristici (tra l’altro scritti molto male, come avevo rilevato qui), con una pletora di personaggi superflui ed episodi fuffa che sono vere perdite di tempo per il lettore, rispetto al prezioso lavoro di controinformazione e ai dati che il libro stesso fornisce.

La coazione a romanzare, a narrativizzare qualunque cosa, a fare a tutti i costi "gli scrittori" ammorbando il lettore con un reticolo di trame assolutamente inerti, sembra rispondere al desiderio di fornire fantasie compensative invece di dedicarsi direttamente alla ricerca dei riscontri. Insomma, poche storie: se ci sono indizi di pericolo per la democrazia, sarà meglio lasciar perdere i gialli e impegnarsi in un’inchiesta giornalistica, come hanno fatto Cremagnani e Deaglio.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica giornalismo e verità il 26 novembre 2006