L’uomo che parla con i download

Aldo Nove



A Milano c’è un uomo che parla con i download. Anzi, con uno in particolare. Parla con quello. Perché guardare la barra del download mentre stai scaricando qualcosa da internet è la nuova emozione più comoda e caratteristica di questi ultimi anni. È un’emozione che conosce chiunque pratichi lo sharing. Sono disponibili diversi programmi di file sharing su reti differenti. La disponibilità dipende parzialmente dal sistema operativo, da differenti reti di comunicazioni aventi differenti caratteristiche (per esempio download a sorgente multipla, differenti tipi di ordinamento, differenti limiti nella ricerca, eccetera). I programmi di file sharing di solito sono imbottiti di software pubblicitari estremamente aggressivi chiamati spyware, anche se esistono programmi apposta che ne permettono l’eliminazione (Ad-aware, SpyBot-Search&Destroy). Comunque al di là del fatto tecnico quando scarichi da internet c’è questo rettangolo lungo quanto decidi di tenerlo lungo a seconda del browser che ti sei scelto, e il colore del rettangolo è blu. Se il rettangolo è blu vuole dire che il file si può scaricare, che è pronto per farlo. Se il rettangolo è rosso è un rettangolo inutile, il download non avrà mai inizio come certe storie d’amore dove corteggi delle persone che sembra che la storia inizi ma non inizia e allora pensi che se diventassero rosse come i rettangoli del download sapresti come comportarti ma non succede perché internet è più semplice dell’amore ed è per questo che tutti scaricano migliaia di file e sempre meno persone si sposano anche con la conseguenza di una certa perdita di valori (tra poco devo mettere la punteggiatura, questa frase sta diventando troppo lunga), in particolar modo di questo valore del matrimonio, per riagganciarmi a un’ossessione del pontefice Joseph Ratzinger, e adesso finisco comunque la frase, perché sto divagando eccessivamente, e dopo il punto riprendo il discorso sui download e sul racconto che avevo iniziato, dal titolo L’uomo che parla con i download. Eccoci qua. Allora. Quando il rettangolo è blu, una sottile linea gialla nel lato superiore indica quanto download, in proporzione all’interezza del file, è stato fatto. La parte che materialmente è già stata scaricata non è più blu ma grigia. Quando tutto il rettangolo è diventato grigio, dopo un momento di transito, il rettangolo diventa verde, e ciò vuol dire che il file è interamente sul tuo computer, è tuo! Come dicevamo fin dall’inizio del racconto, guardare la barra del download mentre stai scaricando qualcosa da internet è la nuova emozione più comoda e caratteristica di questi anni (questa frase, che è identica alla prima, avrei potuto, facendo taglia e incolla, copiarla, ma l’ho riscritta interamente, perché è giusto che lo scrittore, anche nell’era di internet, anche se non usa più penna e calamaio ma la tastiera del suo computer, scriva ciò che scrive, non fosse altro che per un’etica del lavoro, nel caso specifico quello dello scrittore), anche se, va detto, riguarda esclusivamente chi possiede un computer con una connessione veloce ed è dunque un’emozione che riguarda esclusivamente una parte degli abitanti della Terra. Ad esempio mio cugino Simone. Mio cugino guarda la barra del download in continuazione. Come molti, tiene il computer acceso e si alza più volte, la notte, per controllare come vanno i download. È difficile spiegare questo nuovo tipo di emozione. Ha qualcosa a che fare con quella della paternità. Non della maternità, che è più complessa perché la vivi proprio sul tuo corpo. No, questo è un tipo di emozione che vivi sul corpo del tuo hard disk che lentamente, sempre più gravido di byte, da alla vita un nuovo file. Come una nuova forma di vita. Un’altra analogia può essere fatta con il rito arcaico della pesca. Stai lì con la canna e sai che prima o poi il file arriva. Solo che il file, a differenza del pesce, non arriva improvvisamente, ma anche il pesce non arriva dal nulla, fa il suo giro nel lago, o nel fiume, o nel mare, e poi abbocca, è tuo, e così il file, anzi, anche il pesce, paragonando la riga gialla del lato superiore del rettangolo al pesce e il rettangolo all’acqua che lo contiene, arriva in progressione da un punto fino a quello della tua canna quando il pesce è stato preso, momento della trasformazione del rettangolo da blu a verde. Mio cugino Simone, come tutti quelli che vivono questa nuova emozione, non sa di fare parte di un popolo che diventa sempre più grande. Il popolo del download. È un popolo discreto. Continua a scambiarsi file, ma non si incontra mai. Vive le stesse gioie e le stesse paure. Spende migliaia di euro in cd e dvd per masterizzare file che non vedrà mai. In fondo è un popolo di collezionisti, di replicatori della realtà in forma immateriale, così che in ogni casa ci siano sempre più informazioni di ogni genere, fino a trasformare le nostre case in piccole biblioteche d’Alessandria dove al posto dei libri ci sono milioni di film e di brani musicali. Ma il vero appassionato di download non è molto interessato a questo possesso. Il vero appassionato di download non guarda i film che scarica, non ascolta la musica che stiva nella memoria del suo computer. Scarica per scaricare. Per vivere l’emozione nuova del rettangolo che si riempie. È un po’ come per gli appassionati di pesca. Lo scrittore Raul Montanari, il cui ultimo libro si chiama L’esistenza di dio, è un appassionato di pesca, però ogni volta che pesca un pesce sfila l’amo con cura dalla bocca dell’animale, per non farlo soffrire troppo, e lo ributta in acqua. A differenza di Raul Montanari, l’appassionato di download non butta il file, anche perché il paragone non regge più, in quanto il pesce, essendo biologico, ha ancora della vita da svolgere prima che questa sia interrotta dalla pesca, mentre il file downloadato, che è un insieme di byte, non c’entra niente con la vita, è inerte e tutto questo è bellissimo, evita un sacco di valutazioni morali. A parte i paragoni, questa cosa dello scaricatore di download può generare inquietudini. Ad esempio quando lo scaricamento non funziona bene. Succede che la linea gialla della progressione del download, dopo ore di corretta progressione, si blocchi improvvisamente. Mio cugino Simone ha passato un paio d’ore guardando il rettangolo ormai diventato completamente grigio del download bloccato a poche decine di byte dal compimento. Lì inizia quel momento impossibile che sai poter durare da pochi secondi a diversi giorni. Se non hai impegni urgenti guardi il monitor fino a che il rettangolo non diventa verde, aspettando con trepidazione l’attimo in cui la linea gialla riprende a scorrere portando a termine l’opera. Se hai degli impegni, se devi andartene dalla tua postazione al computer, continui comunque a pensarci, ti viene in mente quella maledetta linea gialla bloccata, e ti senti terribilmente solo fino al momento in cui ti metterai di nuovo davanti al monitor. Metti che avevi programmato un incontro amoroso e ti capita di andarci proprio nel momento in cui ti accorgi che il download di un file si è fermato a pochi byte prima della fine. Dentro di te sai che potrebbe ripartire in un attimo e concludersi in pochi secondi, metterci qualche ora o bloccarsi per sempre. È quest’ultima ipotesi che genera orrore. È difficile che capiti, ma capita. Basta che non ci siano più utenti in rete che condividano quel file. È un pensiero orribile, difficile da evitare. Allora sei lì, magari stai facendo l’amore, e pensi al tuo computer, a quella riga gialla che non procede. Il partner non può capire. Magari ti guarda, ti vede distratto, ti vede preoccupato, si domanda se c’è qualcun altro nella tua vita e non è escluso che non te lo chieda direttamente. Ma il tuo è un segreto più pesante di quello di un altro amore, perché fatta salva l’eccezione che anche il tuo partner sia un appassionato o una appassionata di download, nessuno potrebbe né capire né crederti. È un mondo completamente nuovo, quello degli appassionati di download. Quasi un mondo parallelo. A due dimensioni. Tu lo guardi da fuori ma ci sei immerso, perché le tue emozioni dipendono da lui, e più entri dentro questo mondo più il mondo si allarga. La questione è che dopo anni di scaricamento non sai più cosa scaricare. Conosco appassionati di download che hanno centinaia di documentari giapponesi sulla cura del bonsai, o collezioni di album di colonne sonore di film porno tedeschi degli anni Ottanta. Mio cugino Simone ha tutti i rigori che sono stati effettuati in qualunque campo di calcio della Terra e che sono stati poi ripresi e messi in Internet. È una vita impegnativa, quella dell’appassionato di download. Conosco un ragazzo dal carattere melanconico, il protagonista di questo racconto, che ha vissuto l’esperienza di un download bloccato dalla fine del 2004. Ogni giorno torna a casa e controlla se si è mosso, se è successo qualcosa al suo download. È una sfida con se stesso e con il mondo che progressivamente si è ridotto a una successione di rettangoli blu di cui uno destinato a non diventare mai verde. Quel destino lo sta lentamente consumando. Anche se non perde la speranza. Lui con il suo download ci parla. Dice che il download gli risponde. Che è un download umano e nessuno ha mai capito la vita dei file.

Questo racconto si trova nell’agenda Smemoranda 2007 – edizione 12 mesi, insieme a quest’altro.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica racconti il 24 novembre 2006