1969-2019 (IX)

Sergio Baratto



2019. Finalmente i colpevoli

Nel tardo pomeriggio del 12 dicembre 1969, mentre in Piazza Fontana sono al lavoro decine di ambulanze, negli uffici e nelle fabbriche è quasi ora di timbrare e uscire nella palta di nebbia.
Il Giambellino pullula di pendolari. I tram di passaggio escono dall’oscurità come i vermi dalle mele. La gente cammina chiacchierando di cronaca nera. Piazza Tirana (quando il clima è più benevolo qui si materializza un’enorme bisca clandestina a cielo aperto), la stazione di San Cristoforo.
I treni partono, si fermeranno via via a depositare la brava piccola gente della provincia milanese – Corsico, Trezzano, Gaggiano, Abbiategrasso, tutti quei paesi e paesoni in mezzo alla campagna – prima di superare il Ticino e scomparire nel profondo pavese.

Su uno di quei treni, [Omissis] sta facendo ritorno a casa. Il giorno prima era il suo compleanno, i suoi gli hanno regalato una macchina fotografica. Nel pomeriggio, bigiando la lezione di diritto romano, se n’è andato a spasso per il centro di Milano. Nonostante la nebbia, in Piazza Duomo ha scattato qualche foto alla folla dei passanti sullo sfondo incerto della cattedrale. Poi, nascondendo sotto il cappotto un’inspiegabile erezione, è corso a prendere il treno. Si calcola che abbia lasciato il centro non più di quindici, venti minuti prima dell’esplosione.

Sul sedile di fronte a lui è seduto un uomo. Indossa un completo scuro e troppo leggero per la stagione. All’inizio, [Omissis] non lo nota nemmeno, intento com’è a fissare il vuoto fuori dal finestrino. All’improvviso, l’uomo gli rivolge la parola. Il dialogo tra i due è fedelmente riportato sul diario di [Omissis].

– Abbiamo fatto il Grande Botto!
– …
Ho detto che abbiamo fatto il Grande Botto, questo pomeriggio!
– Scusi?
– Il Grande Botto! Oggi pomeriggio!
– Come, scusi?
– Niente, niente, non importa. Capirai più tardi. Piuttosto, vorrei chiederti un’opinione personale…
– … – …Su una certa faccenda di regali.
– Ah. Mi dica…
– Bene. Ci sono due uomini. I nostri eroi, diciamo. Uno si chiama Luigi e fa il commissario. L’altro si chiama Giuseppe e fa il ferroviere. Tieni a mente questo particolare: il primo è un poliziotto, il secondo un anarchico. I due si conoscono. Il primo tiene d’occhio il secondo, lo sorveglia perché è il classico sovversivo. Tieni a mente questo particolare: Giuseppe è un anarchico. Ora, non sembra anche a te un’assurdità il sottinteso polemico del regalo che Luigi ha fatto a Giuseppe lo scorso Natale?
– Guardi che forse mi ha scambiato per un altro…
– Ma no, ma no, è molto semplice! Stammi a sentire: mastichi un po’ di politica? No, vero? Si vede dalla faccia… Dove abiti? A Vigevano? Ah, be’, chiaro. I tuoi stanno bene, di grana? Ma sì, meglio, tieniti fuori, fatti i cazzi tuoi. Però adesso segui il ragionamento. Il commissario Luigi decide di fare un regalo al sorvegliato Giuseppe. Mille milioni di uomini. Un libro di un giornalista del Corriere. Tu lo leggi, il Corriere? Enrico Emanuelli, si chiama. Il libro è una raccolta dei suoi reportage dall’Unione Sovietica e dalla Cina.
Due paesi comunisti. Non ti viene in mente niente?
– Eh…
– Giuseppe è un anarchico. Metti insieme i dati!
– …
– Te lo dico io. La stupidaggine delle forze dell’ordine è disarmante. Un anarchico cosa c’entra con Lenin e Mao? Allora ti chiedo: è pensabile che riescano a imbastire una strategia eversiva come si deve? Scommettiamo di no? Oggi noi siamo a disposizione, diamo una mano, consigliamo, suggeriamo. Ma presto sarà ora di partire. Si torna a casa. Il viaggio è lungo, staremo via qualche anno. Sapranno cavarsela da soli?

A questo punto [Omissis] osserva per la prima volta con attenzione il viso del suo interlocutore e ha un principio di malore: il collo troppo sottile, la testa troppo grossa… Il treno ferma alla stazione di Corsico, l’uomo si alza. Non supera il metro e trenta. Praticamente un nano. Saluta (Omissis) con un sorriso spaventoso e scende nell’indifferenza generale. Dal marciapiede, si allunga verso il finestrino dietro cui è seduto [Omissis], bussando sul vetro per attirare la sua attenzione. Poi si sfila – ma solo per un attimo – la maschera. [Omissis] giura di aver visto due occhi enormi, a mandorla, senza iride né pupilla, neri e cromati come scarabei. La pelle è grigia e perfettamente liscia, lucida come se fosse lattice. Ma a quell’ora è buio e la luce artificiale dei lampioni lungo il binario può benissimo aver falsato la percezione dei colori.
[Omissis] comincia urlare. Di questo possono testimoniare alcuni pendolari presenti nel vagone…

Tutte le informazioni e il brano di diario qui riportato provengono dagli atti della commissione parlamentare d’inchiesta sulle ingerenze delle civiltà extraterrestri nella politica interna italiana del XX secolo, resi pubblici solo qualche giorno fa tra il clamore e lo sconcerto dell’intero paese.

[9 – Fine. Le puntate precedenti: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8]

***

Un po’ di link su Piazza Fontana, per chi volesse resistere alla dimenticanza, tenere in esercizio la memoria, sperimentare le assurdità della giustizia e il marcio del potere.

Qui si trovano i resoconti delle audizioni della commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia: praticamente una miniera inesauribile, dal senatore Giulio Andreotti al neofascista Stefano Delle Chiaie, dal generale dei servizi segreti Gian Adelio Maletti ad Antonino Allegra, il capo dell’ufficio politico della questura di Milano nei giorni della strage e della morte di Pinelli.

Qui il testo integrale di Strage di stato, la celebre controinchiesta condotta all’epoca dei fatti dai militanti della sinistra extraparlamentare.

Qui la lunga e straordinaria intervista (datata 2000) al giudice istruttore Guido Salvini, il magistrato che alla strage di Piazza Fontana ha dedicato quasi dieci anni di indagini, dal 1989 al 1997.

Qui è possibile scaricare la sentenza-ordinanza di procedimento penale emessa nel 1998 dal giudice Salvini contro una trentina di ex militanti dell’estrema destra (come sia andato a finire il processo che ne è seguito è storia nota). Si tratta di tre file word zippati: per una serie di errori di trascrizione, bisogna cliccare l’ultimo link in basso a destra (si intitola "La Commissione Stragi" ma è la prima parte della sentenza), il link intitolato "1a parte" (è la seconda) e quello intitolato "2a parte" (è la terza).

Qui una cronologia della strage, dal 1969 alla sentenza definitiva del 2005.

Qui il dossier su Piazza Fontana e l’uccisione di Giuseppe Pinelli a cura del Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa.

Qui un’intervista del 1999 a Pietro Valpreda.

Qui una sterminata cronologia e rassegna stampa su Piazza Fontana, relativamente agli anni 2000-2005 .








pubblicato da s.baratto nella rubrica condividere il rischio il 24 dicembre 2006