Le formiche di Novalis

Antonio Moresco



Questa volta niente scherzi né paradossi. I due libri che segnalo per questa fine e inizio d’anno si trovano veramente in libreria. Il primo sicuramente. Il secondo non so se è ancora disponibile. Io l’avevo comperato nel 1993, appena uscito, in due volumi della Nue Einaudi. L’autore è Novalis, il titolo Opera filosofica.
Il secondo è stato pubblicato nel 1997 da Adelphi, in un bel volume che contiene anche molte straordinarie fotografie. E’ un libro infinitamente più bello, ricco, interessante e appassionante di tanti romanzetti orizzontali che saturano le librerie. Gli autori sono Bert Hölldobler ed Edward O.Wilson, il titolo è Formiche.
Riporto di seguito diversi brani di questi due libri eccezionali, senza specificare. Capirete da soli.
Buon anno a tutti.

"Prima dell’astrazione tutto è uno, ma in forma di Caos; dopo l’astrazione tutto è nuovamente riunito, ma tale riunificazione è una libera connessione di entità autonome, autodeterminate. Da un ammasso è sorta una società, il Caos si è trasformato in un mondo variegato."

"Le formiche, come vedremo, ebbero origine nell’era dei dinosauri, circa 100 milioni di anni fa, e si diffusero rapidamente in tutto il mondo. (…) Il numero complessivo di specie di formiche ascende probabilmente ad alcune decine di migliaia."

"Il motivo di ogni perversità nelle intenzioni e nelle opinioni è – lo scambio dello scopo con il mezzo."

"A nostro parere, il vantaggio competitivo che portò all’ascesa delle formiche quale gruppo predominante in tutto il mondo è la loro esistenza coloniale estremamente evoluta e caratterizzata dal sacrificio del singolo. Sembra che, in alcune circostanze, il socialismo funzioni davvero – è solo che Karl Marx considerò la specie sbagliata."

"Nonostante ogni lacuna e ogni incompletezza delle sue conoscenze, necessariamente implicite nel modo del suo apprendimento, un autodidatta ha tuttavia il grande vantaggio che ogni nuova idea di cui egli si appropria entra subito nella comunità delle sue conoscenze e pensieri, mescolandosi con tutto nel modo più profondo e dando così occasione a collegamenti originali e scoperte molteplici e nuove."

"Nei recessi bui del nidi sotterranei (ambiente chiuso e aria ferma), il metodo di comunicazione preferito è quello tramite feromoni. Le formiche sono vere batterie ambulanti di ghiandole esocrine."

"Un naufragio in comune è uno sposalizio d’amicizia o d’amore."

"Il programma di politica estera delle formiche può essere riassunto così: aggressione ininterrotta, conquista territoriale e genocidio fino all’annientamento delle colonie limitrofe ogni qualvolta sia possibile. Se le formiche possedessero armi nucleari, probabilmente distruggerebbero il mondo nel giro di una settimana."

"La memoria cresce e decresce con la capacità di trovare gli oggetti a priori."

"Il sacrificio estremo nel servizio di pubblica utilità consiste nel distruggere i nemici suicidandosi in difesa della colonia. Molte formiche sono predisposte ad assumere questo ruolo di kamikaze in un modo o nell’altro, ma nessuna in modo più drammatico delle operaie di una specie di ’Campanotus’ che vive nelle foreste fluviali della Malaysia. Scoperte negli anni Settanta dagli entomologi tedeschi Eleanore e Ulrich Machwitz, queste formiche sono morfologicamente programmate per essere vere bombe ambulanti. Infatti sono dotate di due enormi ghiandole, piene di secrezioni tossiche, che si estendono dalla base delle mandibole fino all’estremo posteriore del corpo; quando vengono strette fortemente durante la lotta o da formiche nemiche o da un predatore che le ha assalite, esse contraggono violentemente i muscoli addominali e così fanno esplodere il rivestimento del corpo, spruzzando le secrezioni sull’avversario."

"La coesione nasce solo attraverso la coesione e può esser tolta solo da una coesione più forte."

"E’ la colonia l’equivalente dell’organismo, l’unità che si deve esaminare per capire la biologia delle specie coloniali. Consideriamo la società di insetti più di tutte affini a un organismo, cioè le enormi colonie delle formiche legionarie o scacciatrici africane. Vista da lontano e leggermente fuori fuoco, la colonna razziatrice di una colonia di formiche scacciatrici sembra un’unica entità vivente che si espande su 100 metri di terreno come lo pseudopodio di un’ameba gigante. (…) Nel celebre saggio del 1911, La colonia di formiche come organismo, egli (Morton Wheeler) asserì che una colonia di questi animali è davvero un organismo e non, semplicemente, l’analogo di un organismo. Si comporta -egli disse- come un’unità: possiede caratteristiche distintive di taglia, comportamento e organizzazione, che vengono trasmesse da una colonia all’altra e da una generazione alla successiva; la regina è l’organo riproduttore, le operaie il cervello, il cuore, le viscere e gli altri tessuti di supporto; lo scambio di cibo liquido tra i membri della colonia equivale alla circolazione del sangue e della linfa."

"Si dovrebbe essere orgogliosi del dolore. E’ un ricordo del nostro rango elevato."

"Propaganda, schiavismo, decodificazione, adescamento, mimetismo, medicazione, cavalli di Troia, rapinatori, cuculi: sono tutti processi e fenomeni presenti tra le formiche e tra i predatori e i parassiti sociali che le perseguitano. Queste parole possono sembrare eccessivamente antropomorfiche, trasformando le formiche e gli organismi loro associati in piccoli esseri umani. Ma forse non è così. E’ ugualmente possibile che il numero di assetti sociali disponibili per l’evoluzione, in qualunque parte del mondo, o anche dell’universo, sia tale che i fenomeni qui elencati sono inevitabili categorie naturali di sfruttamento, ovunque questo possa verificarsi."

"Spinoza e altri con straordinario istinto hanno cercato tutto nella teologia – hanno fatto della teologia la sede dell’intelligenza. L’idea spinoziana di un sapere categorico imperativo – bello o perfetto – di un sapere soddisfacente in se stesso – di un sapere che annichila ogni altro sapere e sopprime in maniera piacevole l’impulso del sapere – insomma di un sapere voluttuoso (che sta a fondamento di ogni misticismo) è estremamente interessante. Non è forse la morale, in quanto si basa sulla lotta contro l’inclinazione sensibile -di per se stessa voluttuosa- un autentico eudemonismo? Voluttà è un dolore gradito e nobilitato."

"Un fatto di cui non ci si rende pienamente conto è che la maggior parte del miele consumato dagli esseri umani nel mondo è melata che le api raccolgono dalla superficie dei cespugli e degli alberi: uno dei nostri alimenti preferiti è l’escremento di un insetto elaborato nell’intestino di altri insetti."

"Se si vede un gigante, bisogna esaminare prima la posizione del sole – e badare che non sia l’ombra di un Pigmeo."

"Pochissimi animali, grandi o piccoli, possono resistere all’avvicinamento dell’armata di ’Eciton’. Qualunque creatura di taglia tale che possa essere afferrata e tenuta tra le mandibole di queste formiche non può fare altro che ritirarsi o morire. Le colonie di altre formiche, e insieme moltitudini in subbuglio di ragni, scorpioni, coleotteri, blatte, cavallette e una grande varietà di altri artropodi, ne sono sommerse. Le vittime vengono intrappolate, punte, smembrate e trasportate nelle retrovie della falange, lungo le colonne affluenti, verso il bivacco, dove vengono subito mangiate. Pochi artropodi, tra cui zecche e insetti stecco, sono in grado di proteggersi grazie alle secrezioni repellenti che ne rivestono il corpo. In genere le termiti sono al sicuro nei loro nidi a fortezza fatti di legno e di escrementi, sorvegliati alle entrate da soldati specializzati con mandibole affilate o ’ugelli’ che spruzzano veleno. Ma per lo più le razziatrici a sciami, agendo da superorganismo, assumono il ruolo di inarrestabili e spietate falciatrici della foresta tropicale."

"La libertà è la facoltà di produrre un movente."

"Chiuse nel loro mondo chemiosensoriale, le formiche sono ignare dell’esistenza dell’uomo. Esse fanno esperienza della realtà per lo più tramite dispositivi sensoriali che sporgono dal loro rigido esoscheletro sotto forma di peli, protuberanze e piastre. Il loro strano cervello tripartito elabora informazioni ricevute principalmente da uno spazio di soli pochi centimetri attorno al loro corpo. Inoltre, esse sono consapevoli di non più di pochi minuti o ore del passato, e non hanno alcuna costruzione mentale del tempo a venire. E’ stato così per decine di milioni di anni, e così continuerà a essere per un futuro indefinito. Tale differenza di scala percettiva non può mai essere eliminata per una minuscola creatura imprigionata all’interno di un esoscheletro."

"Tempo e spazio nascono contemporaneamente e sono dunque una sola cosa, come soggetto o oggetto. Lo spazio è un tempo permanente – il tempo uno spazio fluente."

"Le formiche vivono sulla Terra da più di dieci milioni delle loro generazioni; noi da non più di centomila generazioni umane. Nel corso degli ultimi due milioni di anni esse non si sono evolute quasi per nulla. Nello stesso periodo di tempo noi siamo stati sottoposti alla più complessa e rapida trasformazione anatomica della struttura del nostro cervello cui la storia della vita abbia assistito. Come per l’accensione di un razzo ausiliario, la nostra evoluzione culturale ha ulteriormente accelerato il cambiamento, nell’arco di vari secoli, superando il tasso di evoluzione biologica di vari ordini di grandezza. Siamo la prima specie che è divenuta una forza geofisica, alterando e distruggendo ecosistemi, perturbando il clima stesso del pianeta. La vita non scomparirebbe mai per l’azione delle formiche o di qualsiasi altra creatura selvatica – per quanto dominanti esse possano diventare. L’umanità, al contrario, sta distruggendo una larga parte della biomassa e delle diversità della vita: un successo che è una misura perversa del nostro dominio biologico."

"Il midollo è un passaggio tra parti liquide e solide – E’ una poltiglia organizzata."

"Se tutta l’umanità dovesse scomparire, le restanti forme di vita riprenderebbero vigore e prospererebbero. Cesserebbero le estinzioni di massa attualmente in corso, gli ecosistemi danneggiati guarirebbero e si espanderebbero. Se per qualche ragione scomparissero tutte le formiche, l’effetto sarebbe esattamente l’opposto, e catastrofico. L’estinzione delle specie crescerebbe a un tasso superiore a quello attuale e gli ecosistemi terrestri si inaridirebbero in fretta, nel momento in cui fossero eliminati i rimarchevoli servizi forniti da questi insetti."








pubblicato da a.moresco nella rubrica libri il 22 dicembre 2006