Lamentazione per i libri belli

Franco Arminio



C’è un verbo curioso che si continua a usare quando viene stampato un libro. Si dice che il libro è "uscito". In realtà, a parte le solite schifezze e qualche miracolosa eccezione che porta a "uscire" anche qualche bel libro, si deve dire che i libri non escono. Semplicemente traslocano dall’officina tipografica alla casa dello scrittore. Questa è l’unica vera uscita. In realtà questi libri arrivano anche, in copia unica, in alcuni sperduti angoli di alcune strambe librerie. Ci stanno un poco e poi tornano all’editore. Gli stessi libri arrivano anche nelle case di altri scrittori o critici da cui lo scrittore si aspetta una recensione. Più che di uscite, in questo caso si tratta di traffici privati. E in fondo rimane una questione privata tra il critico e lo scrittore anche l’apparizione di qualche recensione in qualche sperduto angolo di giornale. Allora, diciamolo una volta per tutte: la letteratura esiste nel momento in cui deponi sulla pagina qualche riga incandescente. Il resto è tutto un traffico di ombre. A cominciare dalle mail e dalle telefonate. Ieri sera ho telefonato a numerosi amici e amiche a cui avevo caldeggiato un mese prima l’acquisto del mio libro. Nessuna, dico nessuna di queste persone, aveva provveduto all’acquisto del libro. Allora non solo i libri non escono, ma neppure si acquistano. Per il momento parlo di una tendenza generale: ci sono, non si sa ancora per quanto, delle eccezioni. Proseguendo la lamentazione si può anche dire che i libri non escono, non si acquistano e non si discutono. Su quest’ultimo punto veramente desolante cito una frase tratta dal recente scritto di Antonio Moresco: c’è in giro una lettura annichilente della vita e della "letteratura", da parte di figure che si sono già date per vinte. A questo punto la lamentazione può esser composta in modo simile: i libri non escono, non si acquistano, non si discutono e annichiliscono chi li scrive. Ovviamente stiamo parlano dei libri belli.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 12 dicembre 2006