Scenari futuri

Carla Benedetti



(E’ stato pubblicato qui, da Sergio Baratto, il rapporto sui cambiamenti climatici commissionato nel 2003 dal Dipartimento della Difesa statunitense alla Global Business Network, un’agenzia di consulenza strategica: "An Abrupt Climate Change Scenario and Its Implications for United States National Security". Poiché il testo è in inglese, penso possa essere utile un riassunto. Ripropongo qui un pezzo che avevo pubblicato su "nazione indiana" il 23 febbraio 2004, in cui si dava dava notizia di questo documento").

Il discorso della politica copre e rimuove l’emergenza più grande in cui viviamo, quella del pianeta. Da anni gli scienziati annunciano sconvolgimenti climatici imminenti, allagamenti di intere terre, siccità e desertificazione in altre, migrazioni di milioni di profughi, fame, epidemie…Annunciano queste catastrofi, dati alla mano, ma i vari governanti del mondo si coprono gli occhi. I giornali ne parlano poco. Per non allarmare, certo. Ma è un silenzio complice, terribile. Complice di un modello di sviluppo e di una logica del profitto che non abbiamo scelto.

Ci chiedono di avanzare a occhi chiusi verso l’abisso che è a due metri di distanza! Penso ai bambini, a quelli che si affacciano oggi alla vita, a quelli che stanno per nascere, o nasceranno in futuro. E’ un pensiero intollerabile! Cosa possiamo fare? Ora. Subito. C’è rimasto poco tempo!

Il settimanale britannico The Observer, in un articolo firmato da Mark Towsend e Paul Harris, ha dato notizia di un documento segreto, preparato per il Pentagono da due consulenti della Cia.

Qui sotto incollo il riassunto che ne ha fatto oggi l’Unità:

L’effetto serra è peggio di al Qaida: questo è l’ammonimento dell’esplosivo rapporto commissionato dal Dipartimento della Difesa a due esperti di pianificazione strategica: il documento prevede che i bruschi cambiamenti del clima che attendono il pianeta tra 2010 e 2020 rischiano di portare il mondo sulla soglia dell’anarchia e di conflitti combattuti sul fronte della mera sopravvivenza e non più della religione, dell’ideologia, dell’onore nazionale.

Guerre torneranno endemiche. Il rapporto, completato alla fine del 2003 prevede che «rivolte e conflitti diventeranno parte endemica della società: la guerra tornerà a definire i parametri della vita umana». Secondo il documento, la vera minaccia per la sicurezza dell’America e del mondo non è quella di Osama bin Laden e dei suoi terroristi. È invece quella dell’effetto serra, in conseguenza del quale a partire dal 2007 violente tempeste abbatteranno le barriere costiere rendendo inabitabile, ad esempio, gran parte dell’Olanda. Città come l’Aja verranno sommerse dalle acque e dovranno essere abbandonate.

Iceberg lungo la costa del Portogallo. Tra 2010 e 2020 l’Europa sarà la regione più colpita dagli effetti del clima: un rallentamento della Corrente del Golfo, che ha mantenuto temperato il clima del Vecchio Continente porterà a un calo di 3,5 gradi centigradi della temperatura media contro 2,8 gradi in meno lungo la Costa Est del Nord-America. Il Grande Freddo in meno di vent’anni potrebbe essere così pronunciato da far apparire iceberg lungo la costa del Portogallo, ma anche nel migliore dei casi in Gran Bretagna il clima diventerà più freddo e più asciutto: Londra dovrà abituarsi a schemi meteorologici simili alla Siberia. Non è però solo un fatto di clima: secondo Peter Schwartz e Doug Randall, i due autori del rapporto, è tempo che «i cambiamenti climatici escano dal dibattito scientifico per investire quello della pianificazione strategica» perché entro il 2020 «catastrofiche carenze di acqua e energia diventeranno sempre più acute e faranno precipitare il pianeta nella guerra.

Usa ed Europa fortezze anti-profughi. Disordini e conflitti interni lacereranno l’India, il Sud Africa e l’Indonesia. Aree ricche come gli Stati Uniti e l’Europa diventeranno «vere e proprie fortezze« e alzeranno il ponte levatoio per impedire l’afflusso di milioni di profughi da terre sommerse dalle acque o regioni incapaci di produrre raccolti». Il Pentagono ha pronosticato anche un’inevitabile ripresa della proliferazione nucleare: Giappone, Corea del Sud e Germania si doteranno di capacità nucleari al pari di Iran, Egitto, Corea del Nord mentre Cina, India e Pakistan saranno tentati di usare la bomba.








pubblicato da c.benedetti nella rubrica emergenza di specie il 31 ottobre 2006