Anna Politkovskaja (II)

ilprimoamore



"Anna non ha mai avuto niente in comune né con gli intrighi della politica né con "interessi finanziari" di qualsiasi tipo. Costringerla a tacere o comprare il suo silenzio era assolutamente impossibile. Anna riteneva che il suo dovere di giornalista e di essere umano fosse la ricerca della giustizia, e in questo era inflessibile. Ha cercato verità e giustizia nella tragedia cecena, dall’inizio della guerra ad oggi, ben sapendo quanto ciò fosse pericoloso.
Oggi non sappiamo chi l’ha uccisa e perché. Possiamo solo avanzare due ipotesi. O si è trattato della vendetta di Ramzan Kadyrov, della cui attività Anna ha scritto e parlato a lungo. O vi è la mano di chi vorrebbe far ricadere i sospetti sull’attuale premier ceceno; il quale, avendo superato la soglia dei trent’anni, può ambire alla poltrona di presidente."

La redazione della Novaja gazeta

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"Hanno ucciso Anna Politkovskaja. La nostra Anja, che non ha mai avuto paura di niente e di nessuno. A fare paura era invece la sua parola: onesta, diretta e disinteressata. Cose del genere nel nostro paese non si perdonano.
A uccidere Anja è stato il fascismo. Esso ha volti e manifestazioni differenti, ma una sola sostanza: l’odio per chi non gli appartiene. I fascisti la odiavano per la sua dedizione a coloro che essi umiliavano, l’hanno perseguitata e uccisa. Le hanno sparato perché possedeva una qualità rara ai nostri tempi: la fedeltà agli ideali di giustizia.
Ci uniamo al dolore dei tuoi familiari e amici.
Non ci stancheremo di cercare i colpevoli.
Non tradiremo la tua memoria, cara Anja."

Alla Gerber (Human Rights Online, Russia)

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"Era una persona coraggiosa, che ha scritto molto sulla guerra e sulle sue vittime. (…). Le cause del suo assassinio sono evidenti. (…) Il suo unico nemico era il corrotto sistema russo, che con tutta probabilità l’ha uccisa."

Vladimir Bukovskij

[traduzione: s.baratto]








pubblicato da s.baratto nella rubrica giornalismo e verità il 12 ottobre 2006