Qualche domanda

Francesco Giusti



Quanto inquiniamo?
Quanta energia consumiamo?
Quanto siamo collegati?
Quanto la nostra ricchezza fa più poveri
i nostri vicini? E quanto possiamo dirci alfabetizzati,
cresciuti? Rispondimi. Oh, quanti i morticini annusati dai cani,
in giro. I piccoli corpi straziati, senza un riposo, un fiore,
un posto in cui le immagini, piatti, voci, cavalluccio di legno,
parlino. Il tempo datoci, inoltre, i semioscurati istanti
per la prova da affrontare la mattina prima di uscire,
briciole zuccherate sulle labbra, parole avvizzite,
vetrine con sferzante luce ancora
e notte che s’attarda, che ha fatto da nido a candele,
pronte dietro lo sportello custode di vettovaglie,
lì, come cosa sulla quale molta fiducia abbiamo riposto
avanti di allontanarci pregando la santa madre,
e dentro duri cappotti di legno,
solo volgendoci per un attimo verso le alte sagome,
rimpianto la silenziosa città degli stiliti.

maggio 2013








pubblicato da t.scarpa nella rubrica poesia il 27 maggio 2013