Come si vive da morti

Tiziano Scarpa



1.

Sul lungomare c’è un uomo di bronzo
seduto su una bitta.
Ha una conchiglia molto grande in mano.
La mira e la rimira.

Si chiama Špiro Brusina,
zoologo marino
amico di Charles Darwin.

Špiro non si capacita di essere diventato
della stessa materia
di quel grazioso mostro degli abissi.

Forse è uno scherzo dell’evoluzione.

La conchiglia, le mani,
la barba, anche lo sguardo:
tutto è di bronzo, adesso.

A forza di studiarsi
alla fine si sono fusi insieme,
sono la stessa cosa.

2.

La statua spilungona
del campione di basket
tiene in mano una sfera.

Ovvio che tutti pensano
che sia un pallone da pallacanestro
(ma potrebbe anche essere
la palla di un cannone
intercettata durante l’assedio
del 1991).

Krešimir Ćosić si sta preparando
a fare un tiro libero,
gli occhi fissi al canestro.

Per uno come lui
è un gioco da ragazzi:
la traiettoria morbida,
il ciuff nella retìna.

Nella vita l’ha fatto
un milione di volte,
raramente ha sbagliato.

Anche a pochi secondi dalla fine,
con gli avversari sopra di due punti.
Non gli manca il coraggio.

Questa volta sta fermo.
Ha deciso di tenersela stretta.
Non vuole più staccare dalle mani
quella parte di sé.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica a voce il 7 ottobre 2006