Silvana Mauri, scrittrice involontaria

Carla Benedetti



Silvana Mauri è scomparsa da poco, a 86 anni, subito dopo l’uscita del suo primo libro, Ritratto di una scrittrice involontaria (a cura di Rodolfo Montuoro, Nottetempo). Ed è un libro struggente, luminoso, che ci rivela una voce straordinariamente intensa, capace di toccare corde profonde in chi legge. Eppure lei i lettori non li aveva previsti. Non ha mai scritto se non pagine dettate dall’urgenza della vita, come lettere e diari. Qui sono raccolte alcune lettere alla madre, al padre e al marito Ottiero Ottieri. E un insolito diario che l’editore Valentino Bompiani, con cui lavorò fin da giovanissima, la obbligò a scrivere dal ’46 al ’47.

Perché una tale intensità e talento, che già oralmente affascinava e emozionava, non si sono mai tradotti in scrittura? Se lo sono chiesto molte delle persone che l’hanno conosciuta. Dal libro si può forse intuire la ragione. Silvana deve aver scambiato per inadeguatezza sua quella che invece, a noi che la leggiamo ora, pare la sua forza: quel suo stare come smarrita in mezzo ai fenomeni, sopraffatta dalla "nebbia stellata della vita", in un’adesione quasi panica, gioiosa e insieme dolorosa, al mistero di ogni esistenza.

Il diario racconta un anno alla casa editrice, quando, assieme all’editore, un gruppo di scrittori, filosofi e teatranti, tra cui Antonio Banfi e Paolo Grassi, progettavano libri, giornali e teatri per un nuovo pubblico "da formare", dopo il "naufragio" del fascismo e della guerra.

In una Milano ancora sotto i bombardamenti, energie disperse si raccoglievano, si moltiplicavano nell’incontro, lavoravano assieme alla ricostruzione morale e culturale del paese. Quel tipo di borghesia imprenditoriale e quella "società culturale" oggi non esistono più.

Tra i ritratti che chiudono il libro, spicca quello di un Pasolini giovane e "ancora felice" a cui Silvana fu unita da un forte legame sentimentale e spirituale. Si intitola "Storia di una corrispondenza". Le lettere di Pier Paolo a Silvana hanno toccato molti lettori. Le lettere di Silvana a Pier Paolo non sono state più ritrovate dopo la morte di lui.

Silvana raccontava che Pier Paolo le diceva spesso: "Visto che non vuoi scrivere, pubblicherò le tue lettere!" Non ha potuto farlo.

(Pubblicato su "L’espresso" del 13 luglio 2006)








pubblicato da c.benedetti nella rubrica libri il 5 ottobre 2006