Poeta, marito e padre

Edoardo Sanguineti



Il primo [fatto] era il prendere il tema dell’amore coniugale e la tematica famigliare come momento assolutamente centrale, che nel tempo si è venuto sempre più arricchendo, approfondendo e organizzando. E questo è fuori della tradizione lirica dominante. L’amore coniugale è quasi del tutto marginale per una tradizione che è legata proprio alla nascita dell’amore-passione nella cultura moderna nel senso più largo, fin dalle sue radici medievali. Di qui una tematica che permetteva anche di mettere in luce dei significati, direi, ideologici forti, anche in senso sociale: quest’immagine che proponevo a un certo punto (è nei testi degli anni Sessanta, in particolare, dove tutto questo comincia a costituirsi e organizzarsi), della famiglia come cellula di resistenza di fronte al caos della società. Un luogo dove si cerca di formarsi e di formare, in rapporto alla moglie come ai figli, una sorta di nucleo. Cellula nel senso anche e soprattutto politico della parola. Dove si cerca di portare, almeno in emblema, una legittima costituzione di utopia che tenda a non essere trascinata nell’alienazione universale.

La seconda cosa che ho visto sottolineata da alcuni con molto piacere è il tema della paternità. Qualcuno ha detto, ancora di recente, che la poesia è molto spesso espressione di atteggiamento filiale. I poeti sono sempre dei figliuoli, i quali se affrontano una tematica di tipo famigliare scartano la moglie e scartano, in fondo, la paternità. I poeti sono eterni figli. Il ripiegamento sulla memoria fa sì che domini, e questo anche nelle prospettive narrative, l’esperienza infantile e puerile che si prolunga all’infinito. La mia posizione risulta invece opposta. Non è che le figure parentali siano assenti nella mia scrittura, ma quella che domina effettivamente è una prospettiva paterna. Non è la tematica di un eterno figlio alle prese con il classico problema edipico e dintorni, ma una prospettiva invece in cui davvero il problema della responsabilità, della maturità, del farsi adulti, è portato in primo piano.

Da Sanguineti / Novecento. Conversazioni sulla cultura del ventesimo secolo, a cura di Giuliano Galletta, il melangolo, 2005, pp. 103-104.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica poesia il 21 giugno 2006