Giovanni Giovannetti
Sprofondo nord

Sprofondo nord In una tranquilla città lombarda, un mattino d’estate scattano le manette per un agiato imprenditore edile, per un defilato avvocato tributarista e per il direttore sanitario Asl.
Accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, l’imprenditore Franco Bertucca è indicato come il locale capo della ’Ndrangheta; l’avvocato Pino Neri accusato di sedere là in alto ai vertici lombardi dell’organizzazione criminale, e l’odontoiatra Carlo Antonio Chiriaco di mantenere fondamentali entrature nella malapolitica. Emerge così la «mutazione della classe dominante» – per dirla con Pasolini – la contiguità tra il sistema illegale politico-affaristico e quello criminale della moderna borghesia mafiosa al nord. Sorpresi mentre irridono le norme civili: scarti minimi, come il mancato rispetto delle regole, o sotterranei, come la compra del consenso, che incrinano il tessuto democratico fino a dargli progressivamente scacco.




Per altre informazioni su questo testo, esiste una pagina apposita sul sito della casa editrice Effigie.